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Italia-Programmi, l’evoluzione della truffa

Pubblicato su da ustorio

L'ADUC chiede all'AGCM di oscurare Italia-Programmi sulla base di nuove evidenze emerse da una truffa che si sta evolvendo verso nuove forme.

 

L’ADUC ha presentato all’Antitrust una nuova denuncia contro Italia-Programmi. Il nuovo intervento si è reso necessario in conseguenza dell’evoluzione che la truffa ha intrapreso, giungendo ad una nuova modalità di azione che richiede un aggiornamento delle accuse per consentire all’Authority di approfondire il nuovo orizzonte delineatosi.

Nonostante l’Antitrust abbia condannato Estesa Limited al pagamento di una multa di un milione e mezzo di euro per condotte commerciali ingannevoli, aggressive e scorrette e abbia ordinato alla società di cessare le condotte, Estesa Limited-Italia programmi prosegue indisturbata nelle proprie attività continuando a minacciare i consumatori che non pagano. Grazie al provvedimento dell’Autorità e grazie alla diffusione delle informazioni in Rete, evidentemente gli “affari” di Italia programmi si erano arenati, la gente non pagava più. Ecco quindi che la società ha studiato una nuova mossa: inviare a tutti coloro i quali hanno fatto la registrazione sul loro sito e non hanno pagato, una mail ancor più minacciosa per indurli a farlo.


L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha a suo tempo sanzionato la Estesa Limited nella piena consapevolezza del fatto che nessuno avrebbe mai pagato tale sanzione: l’azienda ha infatti sede legale alle Seychelles ove la difficoltà delle rogatorie internazionali chiude formalmente ogni possibile approfondimento ulteriore delle indagini. L’AGCM aveva le mani legate: il sito era stato regolarizzato, l’oscuramento si era reso 
impossibile e la truffa è quindi maturata con nuove modalità. La nuova denuncia tenta di sbloccare nuovamente la situazione, riportando così Italia-Programmi al centro delle attenzioni.

Spiega l’ADUC:

Nella mail inviata da Estesa Limited, per la quale stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni al giorno, si induce il consumatore a pensare che ci sia un procedimento giudiziario in corso contro di lui, che le somme richieste da Italia programmi siano simili a tasse o tributi e che se non paga subirà una “ingiunzione tributaria”. La lettera contiene infatti una serie di informazioni false circa:

§  l’esistenza di un Tribunale regionale giudiziario, che non esiste nell’ordinamento italiano, la cui dizione può vagamente assomigliare al tribunale amministrativo regionale;

§  la possibilità che un avvocato incaricato dalla società possa “fissare una udienza presso Giudice tributario”. Ovviamente la magistratura tributaria non ha alcuna giurisdizione né competenza in materia di controversie fra privati, ne è possibile che un avvocato possa “disporre” del tribunale fissando una udienza;

§  si minacciano “spese a carico Vostro per le ingiunzioni tributarie”;

§  Ad avvalorare ulteriormente le paure ingenerate nel consumatore, la lettera prosegue indicando i dati con cui l’utente si è registrato e il suo IP, volendo dimostrare che poiché l’indirizzo dell’utente è noto alla società l’ingiunzione tributaria verrà correttamente notificata;

§  come già accaduto in passato viene prospettata l’esistenza di una indagine penale a carico del consumatore che sarebbe “promettente”.

La lettera di minaccia inviata dalla Estesa Limited è stata testimoniata da Webnews già nelle settimane scorse e ricalca esattamente quanto indicato dall’ADUC nella propria denuncia. La richiesta dell’associazione all’AGCM (pdf) è pertanto quella dell’apertura di un doppio procedimento:

§  uno per la mancata ottemperanza al primo, chiedendo che sospenda l’attività della Estesa Limited;

§  uno per la nuova condotta commerciale scorretta con l’invio della mail “Convocazione presso Tribunale Regionale Giudiziario”, chiedendo che dispongano anche tramite la Guardia di Finanza, la chiusura del sito.

Si torna pertanto a chiedere la chiusura del sito Italia-Programmi.net (peraltro nei giorni immediatamente successivi all’oscuramento di Private Outlet da parte dell’AGCM), ma su basi differenti rispetto al passato. L’AGCM ha pertanto nuovi elementi su cui lavorare e sui quali costruire la propria nuova indagine sul caso.

 

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L'universo olografico

Pubblicato su da ustorio

Articolo comparso su AAM Terra Nuova

 

 

Le recenti scoperte nel campo della fisica potrebbero sconvolgere completamente le nostre convinzioni sulla natura dell'universo e della vita stessa, il «paradigma olografico» apre nei fatti un ventaglio di possibilità mai ipotizzate prima d'ora.

 

Nel 1982 un'equipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX secolo.

 

Aspect ed il suo team hanno, infatti, scoperto che alcune particelle subatomiche, come gli elettroni, in determinate condizioni sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.

 

Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente.

 

Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.

 

Che cos'è l'ologramma

 

David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra, recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste. Nonostante la sua apparente solidità, l'universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. Ologrammi, la parte e il tutto in una sola immagine.

 

Tempo e Ora Per capire come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva affermazione, dobbiamo prima comprendere la natura degli ologrammi. Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l'aiuto di un laser: per creare un ologramma l'oggetto da fotografare è prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica.

 

Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. La tridimensionalità di tali immagini non è l'unica caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l'ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che ciascuna metà contiene ancora l'intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine. Diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro.

 

Questa caratteristica degli ologrammi ci fornisce una maniera totalmente nuova di comprendere i concetti di organizzazione e di ordine.

 

La separazione è un'illusione.

 

Per quasi tutto il suo corso, la scienza occidentale ha agito sotto il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse di una rana o di un atomo, fosse quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti. Gli ologrammi ci insegnano che alcuni fenomeni possono esulare da questo tipo di approccio. Questa intuizione suggerì a Bohm una strada diversa per comprendere la scoperta del professor Aspect.

 

Diversi livelli di consapevolezza, diverse realtà. Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso «organismo» fondamentale. Per spiegare la sua teoria Bohm utilizzava questo esempio: immaginate un acquario contenente un pesce.

 

Immaginate anche che l'acquario non sia visibile direttamente ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l'altra lateralmente rispetto all'acquario. Mentre guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci visibili sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà, infatti, due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a se, l'altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente all'oscuro dello scopo reale dell'esperimento, potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente.

 

Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perche siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono «parti» separate bensì sfaccettature di un'unità più profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste «immagini», ne consegue che l'universo stesso è una proiezione, un ologramma. Il magazzino cosmico di tutto ciò che è, sarà o sia mai stato.

 

Tutto compenetra tutto

 

Oltre alla sua natura illusoria, questo universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le particelle subatomiche è solo apparente, ciò significa che, ad un livello più profondo, tutte le cose sono infinitamente collegate. Gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere i vari fenomeni dell'universo, ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che un'immensa rete ininterrotta.

 

In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Poiché concetti come la località vengono infranti in un universo dove nulla è veramente separato dal resto, anche il tempo e lo spazio tridimensionale (come le immagini del pesce sui monitor TV) dovrebbero venire interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso. Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di superologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente; questo implica che, avendo gli strumenti appropriati, un giorno potremmo spingerci entro quel livello della realtà e cogliere delle scene del nostro passato da lungo tempo dimenticato.

 

Cos'altro possa contenere il superologramma resta una domanda senza risposta. In via ipotetica, ammettendo che esso esista, dovrebbe contenere ogni singola particella subatomica che sia, che sia stata e che sarà, nonché ogni possibile configurazione di materia ed energia: dai fiocchi di neve alle stelle, dalle balene grigie ai raggi gamma. Dovremmo immaginarlo come una sorta di magazzino cosmico di Tutto ciò che Esiste. Bohm si era addirittura spinto a supporre che il livello superolografico della realtà potrebbe non essere altro che un semplice stadio intermedio oltre il quale si celerebbero un'infinità di ulteriori sviluppi. Poiché il termine ologramma si riferisce di solito ad un'immagine statica che non coincide con la natura dinamica e perennemente attiva del nostro universo, Bohm preferiva descrivere l'universo col termine «olomovimento». Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l'informazione è distribuita non-localmente. Se è vero che l'universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch'esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l'immagine intera.

 

Il cervello è un ologramma

 

Partendo da questo presupposto si deduce che tutte le manifestazioni della vita provengono da un'unica fonte di causalità che include ogni atomo dell'universo. Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di «tutto». Il cervello è un ologramma capace di conservare 10 miliardi di informazioni...

 

Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram, dell'Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà. Numerosi studi, condotti sui ratti negli anni '20, avevano dimostrato che i ricordi non risultano confinati in determinate zone del cervello: dagli esperimenti nessuno però riusciva a spiegare quale meccanismo consentisse al cervello di conservare i ricordi, fin quando Pribram non applicò a questo campo i concetti dell'olografia.

 

Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l' area del frammento di pellicola che contiene l'immagine olografica. Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo questo organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato.

 

Tempo e Ora È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare circa 10 miliardi di informazioni, durante la durata media di vita (approssimativamente l'equivalente di cinque edizioni dell'Enciclopedia Treccani!) e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l'angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio ma anche di correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo. Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall'enorme magazzino del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente, se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici. Non è necessario scartabellare attraverso una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale perché ogni frammento di informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un'altra particolarità tipica degli ologrammi.

 

La realtà non esiste

 

Si tratta forse del supremo esempio in natura di un sistema a correlazione incrociata. Un'altra caratteristica del cervello spiegabile in base all'ipotesi di Pribram è la sua abilità nel tradurre la valanga di frequenze luminose, sonore, ecc. che esso riceve tramite i sensi, nel mondo concreto delle nostre percezioni. Codificare e decodificare frequenze è esattamente quello che un ologramma sa fare meglio. Così come un ologramma funge, per così dire, da strumento di traduzione capace di convertire un ammasso di frequenze prive di significato in un'immagine coerente, così il cervello usa i principi olografici per convertire matematicamente le frequenze ricevute in percezioni interiori.

 

Vi è un'impressionante quantità di dati scientifici che confermano la teoria di Pribram, ormai, infatti, condivisa da molti altri neurofisiologi. Il ricercatore italo-argentino Hugo Zucarelli ha recentemente applicato il modello olografico ai fenomeni acustici, incuriosito dal fatto che gli umani possono localizzare la fonte di un suono senza girare la testa, abilità che conservano anche se sordi da un orecchio. È risultato che ciascuno dei nostri sensi è sensibile ad una varietà di frequenze molto più ampia di quanto supposto. Ad esempio: il nostro sistema visivo è sensibile alle frequenze sonore, il nostro senso dell'olfatto percepisce anche le cosiddette frequenze cosmiche e persino le cellule del nostro corpo sono sensibili ad una vasta gamma di frequenze. Tali scoperte suggeriscono che è solo nel dominio olografico della coscienza che tali frequenze possono venire vagliate e suddivise.

 

La realtà? Non esiste, è solo un paradigma olografico. Ma l'aspetto più sbalorditivo del modello cerebrale olografico di Pribram è ciò che risulta quando lo si unisce alla teoria di Bohm. Perché se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che esiste non è altro che un turbine olografico di frequenze e se persino il cervello è solo un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze trasformandole in percezioni sensoriali, cosa resta della realtà oggettiva? Per dirla in parole povere: non esiste. Come avevano lungamente sostenuto le religioni e le filosofie orientali, il mondo materiale è un'illusione.

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Noi stessi pensiamo di essere delle entità fisiche che si muovono in un mondo fisico ma tutto questo fa parte del campo della pura illusione. In realtà siamo una sorta di ricevitori che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di mondi esistenti nel super-ologramma. Questo impressionante nuovo concetto di realtà è stato battezzato paradigma olografico e sebbene diversi scienziati lo abbiano accolto con scetticismo, ha entusiasmato molti altri. Un piccolo, ma crescente, gruppo di ricercatori è convinto che si tratti del più accurato modello di realtà finora raggiunto dalla scienza. In un universo in cui le menti individuali sono in effetti porzioni indivisibili di un ologramma e tutto è infinitamente interconnesso, i cosiddetti «stati alterati di coscienza» potrebbero semplicemente essere il passaggio ad un livello olografico più elevato.

 

La coscienza crea illusione

 

Se la mente è effettivamente parte di un continuum, di un labirinto collegato non solo ad ogni altra mente esistente o esistita, ma anche ad ogni atomo, organismo o zona nella vastità dello spazio, ed al tempo stesso, il fatto che essa sia capace di fare delle incursioni in questo labirinto e di farci sperimentare delle esperienze extracorporee, non sembra più così strano. Immaginarsi malati, immaginarsi sani. Il paradigma olografico ha delle implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia, Intermont College, ha sottolineato il fatto che se la concretezza della realtà non è altro che un'illusione olografica, non potremmo più affermare che la mente crea la coscienza (cogito ergo sum).

 

Al contrario, sarebbe la coscienza a creare l'illusoria sensazione di un cervello, di un corpo e di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come fisico. Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche ha spinto i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l'apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina.

 

Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell'ologramma corporeo. Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la visualizzazione risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la realtà. Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta.

 

Persino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono venire facilmente spiegate se accettiamo l'ipotesi di un universo olografico. Nel suo libro Gifts of Unknown Things, il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana che. eseguendo una danza rituale era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi. Watson riferisce che mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare. la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte. Sebbene le conoscenze scientifiche attuali non ci permettano di spiegare tali fenomeni, esperienze come queste diventano più plausibili qualora si ammetta la natura olografica della realtà. Forse siamo tutti d'accordo su cosa esista o non esista semplicemente perché ciò che consideriamo «realtà consensuale» è stato formulato e ratificato ad un livello della coscienza umana nel quale tutte le menti sono illimitatamente collegate tra loro.

 

Se ciò risultasse vero sarebbe la più profonda ed importante di tutte le conseguenze connesse al paradigma olografico. Implicherebbe infatti che esperienze come quella riportata da Watson non sono comuni solo perché non abbiamo impostato le nostre menti con le convinzioni atte a renderle tali. In un universo olografico non vi sono limiti all'entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo. Tutto diviene possibile, dal piegare cucchiai col potere della mente ai fantasmagorici eventi vissuti da Carlos Castaneda durante i suoi incontri con don Juan, lo sciamano Yaqui descritto nei suoi libri. Tutto questo non sarà né più né meno miracoloso della capacità che abbiamo di plasmare la realtà a nostro piacimento durante i sogni. Tutte le nostre convinzioni fondamentali dovranno essere riviste alla luce della teoria olografica della realtà.

 

Su segnalazione del Dott. Richard J. Boylan,

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Anonymous ancora contro il Vaticano

Pubblicato su da ustorio

Per la terza volta in una settimana gli Anonymous si scagliano contro il Vaticano. Dopo essere riusciti a prendere possesso della homepage dello Stato della Chiesa ed averaggredito i server di Radio Vaticana, infatti, il gruppo di hacktivisti della Rete rivendicano una serie di attacchi DDoS nei confronti del portale Catholic.va, cui si accompagna il dump di una porzione dei dati presenti nei database ospitati sugli stessi server.

L’azione è stata rivendicata mediante Twitter dallo pseudonimo Agent_Anon, il quale risulterebbe essere affiliato con gli Anonymous. Le motivazioni che hanno spinto a tale nuova raffica di attacchi sono ancora una volta le stesse: il Vaticano è infatti accusato diaver commesso innumerevoli crimini nel corso della storia, di aver avvallato omicidi e massacri di vario genere e di aver ostacolato il progresso scientifico con tesi ritenute obsolete dagli Anonymous per il mondo odierno.

Il classico documento che accompagna da sempre le aggressioni cita uno per uno tutti gli eventi in questione, chiedendo inoltre alla Chiesa di rivedere la propria posizione oppure di fare un passo indietro. Gli Anonymous, insomma, continuano a mettere in pratica una politica basata sugli attacchi diretti alle istituzioni che ritengano possano in qualche modo violare i diritti fondamentali dell’uomo e nemmeno dinanzi al Vaticano intendono fermarsi.

 

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Anonymous: obbiettivi Trenitalia ed Equitalia

Pubblicato su da ustorio

Fine settimana molto intenso per le attività degli Anonymous, il noto gruppo dipirati informatici. Nel corso dello scorso weekend, i portali di Trenitalia e diEquitalia sono stati bloccati e messi offline proprio da Anonymous tramite il classico massiccio attacco DDoS. Nel mirino dunque due tra le più importanti e chiacchierate istituzioni italiane: i treni e la riscossione delle tasse. Per quanto riguarda l’attacco al portale di Trenitalia che ha gettato nel caos molti utenti, gli Anonymous hanno dato una curiosa rivendicazione per il loro operato.

I motivi del loro attacco sono da ricercarsi nella soppressione dei treni ICN che permettevano agevolmente di spostarsi lungo la penisola italiana accentuando così le differenze tra nord e sud.

Inoltre Trenitalia sarebbe responsabile, secondo gli Anonymous, di aver eliminato i treni per le classi deboli come gli operai e gli studenti, rincorrendo invece la più costosa alta velocità (riferimenti forse al recente caso TAV?). Per gli Anonymous dunque i treni non sono più per tutti, ma stanno divenendo per pochi con una situazione di fatto monopolistica. Accuse anche per RFI, la società delle FS, per l’ingiusto licenziamento di Bruno Bellomonte e un riferimento questa volta non velato al recente caso TAV.

Gli Anonymous hanno ovviamente rivendicato anche l’attacco a Equitalia. Su loro blog ufficiale troviamo tutti i dettagli della loro azione. Per il gruppo di pirati informatici

Siete un’anomalia tutta italiana,un azienda in teoria pubblica che si occupa della riscossione di (presunti) tributi dovuti all’Agenzia delle Entrate,che attuate con una ferocia inaudita e con pratiche quantomeno opinabili.

Impiegate mesi,spesso anni, per le più banali notifiche,facendo così lievitare a dismisura gli interessi dovuti.

A parer nostro inoltre, non potete permettervi di riscuotere agli inadempienti che dimostrino di essere indigenti quel poco che hanno per il loro sostentamento, è immorale e deprecabile.

 

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Italia-Programmi.net, i consigli delle associazioni dei consumatori

Pubblicato su da ustorio

 

 Una vicenda grave ancora senza soluzioni definitive. Molti di voi continuano infatti a segnalarci l’arrivo delle lettere illecite di richieste pressanti di pagamenti. Una situazione che purtroppo continua a spaventare ancora chi non è al corrente della truffa. Proprio per queste vogliamo oggi riportarvi i consigli delle associazioni dei consumatori e in particolare diConfconsumatori su come comportarsi in caso riceviate nuovamente i solleciti di pagamento da parte di Italia-Programmi.net.

Oltre ovviamente a non pagare assolutamente, Confconsumatori consiglia didiffidare Estesa Limited, la società a cui fa capo Italia-Programmi.net, tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno.

La diffida inoltre andrà segnalata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato tramite un’apposita form oppure chiamando il numero verde 800.166.661 o tramite la posta ordinaria all’indirizzo Piazza Verdi, 6/a 00198 Roma.

Nella segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dovrete raccontare dettagliatamente la vostra vicenda con Italia-Programmi.net e specificare tutte le irregolarità, come siste stati raggirati e di tutte le richieste pressanti di pagamento.

Per quanto riguarda la diffida verso Estesa Limited, l’indirizzo a cui mandare la raccomandata con ricevuta di ritorno è: Gateway 2478 Rue de la Perle Providence Mahe Republic of Seychelles.

In ogni caso ricordatevi di non cedere mai alle richieste di pagamento per quanto forte possa essere l’intimidazione.

 

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Bollo sui conti deposito: come funzionerà

Pubblicato su da ustorio

Il governo punta a introdurre un'imposta di bollo sui conti depositi, con un prelievo che dovrebbe avvenire con cadenza annuale da parte delle banche.

 

L'ultima versione del decreto sulle semplificazioni fiscali apporta qualche novità sui conti di deposito liberi e vincolati detenuti dai privati risparmiatori, che negli ultimi anni hanno rappresentato un'arma piuttosto affilata nelle mani delle banche "online", con gestione a distanza delle relazioni.

Ebbene, stando all'ultima bozza del decreto legge, l'onere in capo ai risparmiatori dovrebbe concretizzarsi con l'applicazione di un'aliquota pari a 0,10 punti percentuali per il 2010, e di 0,15 punti percentuali per il 2013, da calcolarsi sulla base imponibile del controvalore del rapporto, con l'applicazione di un minimo di 34,20 euro e un massimo di 1.200 euro (quest'ultimo, tuttavia, stabilito solo per il 2012).

In un'ottica di ampiamento degli introiti derivanti da simili prodotti, l'esecutivo ha pertanto intenzione di allargare anche ai conti deposito la tassazione prevista per gli strumenti finanziari. Il prelievo dovrebbe avvenire con cadenza annuale, eventualmente frazionabile a seconda del quantitativo di comunicazioni inviate dall'intermediario: tecnicamente, infatti, il prelievo sarebbe concretizzato attraverso un'imposta di bollo sulle comunicazioni inviate dalla banca al cliente. Di conseguenza, se cresce il numero di comunicazioni, aumenta anche la frequenza di addebito dell'imposta di bollo, che complessivamente non supererà, ad ogni modo, la misura annua sopra indicata.

Oltre ai conti di deposito, ad essere colpiti attraverso questa estensione della tassazione sui rapportibancari sono anche i certificati di deposito, altro frequente strumento di raccolta emesso dalle banche, che fino ad oggi era esentato dal pagamento dell'imposta di bollo poiché non rappresentativo né di un rapporto di conto corrente o conto deposito, né tanto meno equiparabile a uno strumento finanziario necessitante di un deposito titoli o di un deposito amministrato.

L'aliquota sopra esposta non deve inoltre essere confusa con quanto già in applicazione sui conti correnti, né duplicata su tali rapporti: i conti correnti continueranno infatti ad essere assoggettati al pagamento di un bollo fisso di 34,20 euro se intestati a persone fisiche, o 100 euro se detenuti da persone giuridiche, ammesso che la giacenza media risulti essere superiore ai 5 mila euro.

 

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Sembra l’Agenzia delle Entrate, invece è phishing

Pubblicato su da ustorio

L'Agenzia delle Entrate avvisa gli utenti circa un tentativo di phishing in atto: evitare l'apertura di email che promettono falsi rimborsi fiscali.

 

L’Agenzia delle Entrate avverte i cittadini italiani: diffidate dalle email che possano sembrare inviate dall’agenzia poiché trattasi di truffe contro le quali è necessario porre ora in essere una forte attività di informazione.

Il clamore che sta sollevando la lotta all’evasione ed il possibile timore di ricevere controlli sono infatti due elementi in grado di rendere proficua una attività di phishing che punta sull’Agenzia delle Entrate per colpire l’utenza. Secondo quanto emerso, infatti, sono proprio questi i punti su cui un nuovo flusso di email truffaldine farebbe leva, il tutto al fine di ottenere dati personali da sfruttare in seguito in vario modo. Ma sempre con finalità negative per la sicurezza della persona.


La mail identificata dalle autorità avrebbe come oggetto “Notifica di rimborsi fiscali” (dunque una apparente buona notizia) con l’Agenzia delle Entrate come mittente. La mail invita il destinatario a scaricare e compilare un modulo utile all’ottenimento del rimborso promesso. Ma tra le richieste presenti, oltre a tutta una serie di dati personali, v’è altresì il numero della carta di credito, elemento che da solo dovrebbe suggerire estrema cautela e diffidenza.

Questa comunicazione è un tentativo di phishing, una truffa informatica attuata con lo scopo di ottenere illecitamente dati personali. Si invita chiunque dovesse ricevere questo messaggio di posta elettronica a eliminarlo e a non aprire il suo allegato, in quanto potenzialmente pericoloso.

L’Agenzia delle Entrate consiglia pertanto di cancellare l’email ed evitare l’apertura dell’allegato: ogni comunicazione con il Fisco può avvenire piuttosto tramite il sito ufficiale agenziaentrate.gov.it, accedendo alla sezione apposita per i rimborsi. «In nessun caso», ricorda il comunicato diramato, «l’Agenzia richiede informazioni sulle carte di credito».

 

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Equo compenso, respinti i ricorsi

Pubblicato su da ustorio

Secondo il Tar trattasi di tassa, ma equilibrata nel rispetto degli interessi degli aventi diritto, consumatori e produttori di tecnologia

 

Roma - Con la sentenza 2159/2012 il Tribunale amministrativo del Lazio ha respinto tutti e otto i ricorsi presentati contro il decreto Bondi, con il quale l'allora Ministro dei Beni Culturali aveva esteso i compensi di copia privata che hanno comportato negli ultimi anni l'aumento generalizzato dei prezzi di tutti quei dispositivi atti alla registrazione di file multimediali (chiavette USB, ma anche dvd, smartphone, console ecc.) per compensare i diritti di autori e artisti.

A presentare i ricorsi erano stati Apple, Samsung e altri produttori e distributori di dispositivi multimediali, su cui (insieme ai consumatori) l'aggravio di prezzo finisce per pesare: un aumento consistente dal momento che è commisurato alla memoria del dispositivo preso in considerazione.

Il TAR ha respinto tutti i ricorsi e stabilito legittimo il decreto Bondi: ad 
accogliere con "vivissima soddisfazione" tali sentenze è naturalmente SIAE, che ha parlato di "un grande riconoscimento di un giusto diritto". Anche perché il giudice - sottolinea la collecting society -parla di una misura conforme al "giusto equilibrio da realizzare tra gli interessi degli autori e quelli degli utenti degli oggetti protetti".

Stessa soddisfazione è stata espressa dal presidente FIMI Enzo Mazza, che ha parlato di una decisione che conferma "l'impianto normativo italiano, ma soprattutto che la norma è assolutamente bilanciata nel rispetto degli interessi degli aventi diritto, consumatori e produttori di tecnologia".

Decisamente delusi dalla sentenza sono, invece, coloro che 
sostenevano i ricorsi: in particolare si confidava che, dopo la sentenza con cui la Corte europea di Giustizia aveva chiarito come l'equo compenso per copia privata dovesse necessariamente essere ancorato all'effettivo utilizzo (anche se solo su base presuntiva) del supporto per tale scopo e la decisione simile assunta da Consiglio di Stato e Governo francese, anche in Italia si potesse volgere verso questa direzione.

Il TAR ha invece ritenuto la normativa italiana conforme alla normativa nazionale ed europea. Secondo SIAE, la 
sentenza confermerebbe che "il sistema italiano che disciplina i diritti di Copia Privata è tra i migliori, se non il migliore, d'Europa perché pienamente rispettoso delle Direttive europee, dei pronunciamenti della Corte di Giustizia e del nostro Ordinamento giuridico nazionale".

Il TAR non ha tuttavia lasciato la questione del tutto immutata: nella sentenza ha definito l'equo compenso non il corrispettivo dell'utilizzo dell'altrui opere dell'impegno, ma una tassa, togliendo il velo d'ambiguità che copriva la misura decisa dal Decreto Bondi.
I Giudici 
scrivono infatti che "non può che giungersi alla conclusione che il pagamento dell'equo compenso per copia privata, pur avendo una chiara funzione sinallagmatica e indennitaria dell'utilizzo (quanto meno potenziale) di opere tutelate dal diritto di autore, deve farsi rientrare nel novero delle prestazioni imposte, giacché la determinazione sia dell'an che del quantum è effettuata in via autoritativa e non vi è alcuna possibilità per i soggetti obbligati di sottrarsi al pagamento di tale prestazione fruendo di altre alternative".

Quello che è stato definito dal legislatore un "equo compenso", come noto, non è una sorta di compensazione per il download illegale o altro tipo di impiego dell'opera in abuso del diritto d'autore, ma è previsto per la cosiddetta copia privata, cioè uno dei diritti in capo all'utente che legittimamente possiede un esemplare dell'opera di duplicarla per la propria esclusiva fruizione personale e senza alcun fine commerciale. Tuttavia non è pagata solo da coloro che effettivamente ne usufruiscono, ma da tutti coloro che acquistano un dispositivo potenzialmente utilizzabile per questo scopo.

Il TAR indica inoltre come la logica dell'equo compenso sia legata a doppio filo alla crisi del settore che "ha indotto il Legislatore sia comunitario che nazionale ad adottare le misure necessarie per poter garantire la remunerazione dei titolari delle opere dell'ingegno". In pratica, per quanto possa risultare iniquo, il decreto Bondi è rispettoso della vigente normativa nazionale e comunitaria e dettato dalle esigenze di mercato di un settore in crisi, incapace di adattare i propri meccanismi alle nuove tecnologie.

In quanto "tassa" pagata da tutta la collettività e non solo da coloro che effettuano copie private, tuttavia, secondo 
alcuni osservatorii è ora logico chiedersi se lo strumento non debba essere rivisto in una logica più trasparente: si tratta d'altronde di una somma considerevole (si parte dal 5 per cento del prezzo finale di un dispositivo), che grava anche su chi non effettua copie private e su chi, come professionisti ed imprenditori, utilizzano tali dispositivi per scopi che esulano la copia privata.

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Riforma fiscale: meno tasse dirette ma cresce l’Iva

Pubblicato su da ustorio

I punti chiave della riforma fiscale del governo Monti: meno tasse dirette e più imposte indirette, oltre a una strenua lotta contro l’evasione.

 

La riforma fiscale sarà incentrata sul riequilibrio delle imposte, e sarà caratterizzata da una strenua lotta all'evasione, vista come strumento fondamentale per fare entrare nuove risorse nelle casse dello Stato, volte a ridurre il carico delle tasse sulle spalle dei contribuenti.

Questo in sunto il piano di Mario Monti presentato nell' "Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2012-2014", Una riforma del fisco che si baserà, quindi, sullo spostamento dell'asse del prelievo dalle tasse dirette a quelle indirette, vale a dire meno gravose per le tasche dei cittadini e inerenti soprattutto le rendite finanziarie.

Il fine delle nuove linee guida in materia fiscale emanate dal governo è quello di tassare le ricchezze reali senza toccare i redditi delle famiglie e le imprese, una manovra che mira a favorire la crescita e l'economia della nazione, come sottolineato dal premier: "Saranno predisposti schemi di provvedimenti normativi diretti al riequilibrio del sistema impositivo, anche relativamente alla tassazione dei redditi finanziari".  

Per quanto concerne la lotta all'evasione fiscale, invece, il governo Monti punta a rafforzare gli strumenti di contrasto agli evasori, anche attraverso la cooperazione internazionale: "Particolare impegno sarà orientato all'analisi della normativa vigente di contrasto all'utilizzazione dei paradisi fiscali al fine di individuare misure specifiche, sulla base della normativa comunitaria e degli strumenti di diritto internazionale, atte a contrastare questi fenomeni".

Per garantire l'equità fiscale il presidente del Consiglio propone un pacchetto di misure che riguardano anche il settore immobiliare, con l'attribuzione di rendite catastali presunte "in presenza di fabbricati mai dichiarati in catasto, nelle more della regolarizzazione catastale, anche mediante stipulazione di convenzioni con le categorie professionali".

Non sarà realizzato, almeno per ora, il famoso "tesoretto" annunciato inizialmente e previsto dalla riforma fiscale: creare un fondo attraverso i proventi della lotta all'evasione - da utilizzare per ridistribuire risorse economiche ai cittadini che versano le imposte regolarmente - non è al momento possibile, come ha ribadito il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli: "Il fondo tecnicamente non è stato fatto perché ancora i ricavi non ci sono e non sono quantificabili, ma è una questione tecnica e appena ci sarà esigenza lo introdurremo".

 

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Censimento, dopo quello della popolazione ecco quello delle aziende

Pubblicato su da ustorio

Chiusi il 29 febbraio i termini per rispondere al censimento della popolazione (ma ci sono già proroghe), a maggio arriva quello delle aziende.

 

Il 29 febbraio è scaduto il termine fissato dall'Istat per restituire i questionari del censimento della popolazione: ora anche per i residenti nei comuni con più di 150 mila abitanti non avranno più la possibilità di inviare i propri dati. Almeno in teoria, perché diversi comuni d'Italia hanno comunicato di aver prorogato i termini di consegna dei plichi con le risposte, che potranno essere riconsegnatibrevi manu presso alcuni centri di raccolta.

Chiuso anche il contact center, che dall'inizio di ottobre ha fornito informazioni ai chi ne ha fatto richiesta, gestendo anche le domande di chiarimenti provenienti dai cittadini. Inoltre non sarà più possibile compilare il questionario via Internet - a meno che la compilazione non sia stata avviata prima della mezzanotte del 29 febbraio - né riconsegnarlo agli uffici postali.

Un comunicato ufficiale dell'Istituto di statistica afferma che "non ci sarà alcuna proroga sul termine di scadenza ma i ritardatari per alcuni giorni possono riconsegnare il questionario agli Uffici Comunali di Censimento e ai loro Centri di Raccolta decentrati sui territori comunali. L'elenco dei centri con i loro indirizzi è accessibile dalla home page del sito censimentopopolazione.istat.it".

E chi non ha ancora fatto in tempo a compilare il questionario o non lo ha ancora restituito? Nelle prossime settimane, i ritardatari riceveranno la visita del rilevatore del Comune di residenza munito del tesserino di riconoscimento, il quale ritirerà il questionario compilato e, se necessario, aiuterà a compilarlo.

L'Istat ricorda inoltre che "il cittadino non censito sarà a rischio di cancellazione dall'anagrafe del Comune mentre chi rifiuta di restituire il questionario compilato al rilevatore, violando l'obbligo di risposta al censimento, diviene passibile di una sanzione che può variare da un minimo di 206 ad un massimo di 2065 euro".

Censimento delle aziende

Terminato il censimento della popolazione, ecco prepararsi il "9° Censimento generale dell'industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit", che punta a descrivere le caratteristiche del sistema produttivo per area e microarea. Si svolgerà nel corso del 2012 con alcune novità rispetto al passato: l'utilizzo dei registri statistici assistiti da rilevazioni campionarie, la produzione di nuovi strumenti di analisi e di approfondimento per differenti sottopopolazioni di imprese e di domini di analisi, la messa a punto di un sistema multicanale di restituzione dei questionari.

Il censimento, che si effettuerà in maggio, si articola in tre differenti rilevazioni sul campo:

  • rilevazione campionaria sulle imprese
  • rilevazione sulle istituzioni non profit
  • rilevazione sulle istituzioni pubbliche

La rilevazione multiscopo sulle imprese, la rilevazione sulle istituzioni non profit e la rilevazione sulle istituzioni pubbliche partiranno nella prima metà di settembre. La rilevazione multiscopo sulle imprese e la rilevazione sulle istituzioni non profit saranno svolte dalle Camere di commercio italiane.

 

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