Radio Vaticana, fine delle trasmissioni
Le antenne in provincia di Roma cesseranno di trasmettere verso alcune regioni. L'impianto abbasserà il livello d'emissione elettromagnetica per le onde corte e medie. I cittadini pronti al nuovo assalto legale
È la nuova strategia annunciata dal
direttore di Radio Vaticana Padre Federico Lombardi, per una copertura basata sulla ritrasmissione da parte di altre radio regionali e locali. Ma anche tramite le più moderne modalità d'accesso
al Web, che permetteranno agli impianti di Santa Maria di Galeria (provincia di Roma e una lunga storia di querelle legali con l'emittente della Santa Sede) di interrompere tutte le trasmissioni in onde medie e corte verso numerosi paesi dell'Europa e delle
Americhe.
Dal prossimo luglio, Radio Vaticana abbasserà il
livello d'emissione di onde elettromagnetiche dal suo centro di trasmissione alla periferia della Capitale, nell'area di 430 ettari che gode del diritto di extraterritorialità come stabilito dai
Patti Lateranensi. Il presunto inquinamento elettromagnetico causato dalle svariate antenne di Santa Maria di Galeria ha portato negli ultimi anni a proteste, battaglie legali e tragici
decessi.
L'associazione Bambini senza onde - con base a Cesano, altra zona molto vicina
all'insediamento della radio ufficiale della Santa Sede - ha infatti riportato altri
3 casi di leucemia infantile, pronta a consegnare le relative cartelle cliniche al PM Stefano Pesci della Procura di Roma. "Porteremo tutto questo nuovo aggiornamento sanitario alla Procura - hanno annunciato i responsabili
dell'associazione - nella convinzione che possa avviare il processo e a rinviare a giudizio i vertici della Radio non più solo per getto di cose pericolose ma anche per reati ben più
gravi".
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