Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

caro ignavo, ti scrivo a proposito dei prossimi referendum

Pubblicato su da ustorio

.....lo so, capisco che arrivare nel luogo che hai scelto per trascorrere il fine settimana in tempo  per permetterti di "gustare" il giusto riposo  o, peggio, chiederti di anticipare il rientro può apparirti come una limitazione alla tua libertà.

ma in questo caso trattasi di "ignavia", ovvero di quella colpa giudicata così etrema dal Sommo Poeta dal fargli proferire la nota frase. "non ti curar di lor, ma guarda e passa".

per una volta non chiederti che cosa possono fare gli altri per te, chiediti che cosa puoi fare tu per gli altri, intesi come i tuoi connazionali che, responsabilmente, andranno a votare per i prossimi referendum.

la spietata legge del quorum non consente di far valere la decisione popolare se non al raggiungimento del fatidico 50% + 1.

non ha importanza come voterai o se voterai, ma la tua presenza, proprio per la fredda conta dei partecipanti, è necessaria al raggiungimento di quell'obbiettivo che permetterà di far sì che l'occasione per far sentire la voce del popolo, di cui volente o nolente fai parte anche tu, possa avere efficacia.

non posso pensare che a te non importi se, nel nome di una tecnologia assurda ed obsoleta, ci saranno individui che faranno man bassa di denaro pubblico, quindi anche tuo, per costruire micidiali monumenti alla stupidità umana.

non posso pensare che a te non interessi che, se l'acqua (anche la tua) venisse privatizzata, ti verrà recapitata una bolletta gravata dai margini voluti dal nuovo distributore privato in un clima da incubo come già accade per l'energia elettrica, il gas e la telefonia.

quante chiamate ricevi al giorno da parte di chi vuole proporti di tutto e di più?

presto potrebbero chiamarti al telefono anche per proporti un nuovo fornitore per l'acqua del TUO rubinetto.

lascia da parte per un attimo il "qui ed ora", altri, anche i tuoi diretti discendenti potrebbero essere condizionati da come ti comporterai.

pensa avanti, ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, ai figli ed ai nipoti delle persone a cui sei legato anche solo da un sentimento di amicizia, vuoi veramente lasciare loro in eredità questi scenari?

quindi parti pure per la tua meta, ma dedica mezz'ora del tuo giusto e sacrosanto diritto a coloro che si stanno impegnado perchè questo non avvenga, ma dedicalo sopratutto a coloro che verranno dopo di te.

Grazie per la pazienza e per l'attenzione.

Leggi i commenti

Facebook & Security

Pubblicato su da ustorio

Facebook ha ferma necessità di rassicurare la propria community, essere identificato come un “luogo” sicuro ed essere sfruttato come uno strumento in grado di garantire gli utenti e la loro privacy. Queste garanzie sono i capisaldi su cui il social network non può transigere, poiché la community è a suo agio solo dove le minacce non si nascondono dietro ogni click.

È questo il motivo che ha portato il team Facebook ad annunciare tre novità con cui si cerca di rendere fin da subito più sicuro il social network: trattasi di strumenti già noti, ma che il gruppo estende ora in funzionalità e presenza per consentire a tutti gli utenti di avere sempre sotto mano la via d’uscita desiderata. Tre interventi di per sé piccoli, ma importanti poiché utili a certificare una certa direzione: Facebook deve tendere la mano alla propria utenza e fare in modo che mezzo miliardo di utenti possano sentirsi tranquilli durante la loro vita digitale online.

Family Safety Center
Facebook, anzitutto, rilancia il proprio 
Family Safety Center, punto di riferimento per le informazioni principali che genitori ed educatori dovrebbero ben conoscere per garantire soprattutto ai più giovani un’esperienza di networking sicura. Il sito mette a disposizione più informazioni rispetto alla prima bozza ed organizzandole in modo più ordinato, così che il tema interessato possa essere facilmente raggiungibile.

Social Reporting Tools
Il “
social reporting tool” è uno strumento che consente di segnalare qualunque contenuto che possa urtare la sensibilità del lettore. Non solo immagini, quindi, ma qualunque elemento può essere segnalato in quanto volgare, osceno, violento o comunque non adeguato alla pubblicazione. Il tool è stato portato su ogni pagina del network (Profili, Pagine, Gruppi) ed è quindi ora più semplice segnalare qualsivoglia violazione delle norme di comportamento che il social network prevede.

HTTPS e doppio fattore di autenticazione
Facebook introduce due funzioni opzionali che ogni utente può scegliere di adottare per la propria sicurezza: in primis l’HTTPS, la connessione sicura che in molti vorrebbero adottata di default ma che al momento per problemi tecnici viene soltanto proposta come libera opzione; la seconda è il doppio fattore di autenticazione, già 
annunciato nei mesi scorsi, con cui è possibile autenticare con maggior sicurezza ogni accesso da pc o smartphone estranei alle solite postazioni di collegamento al network.

Leggi i commenti

Sicurezza online, danni e beffe

Pubblicato su da ustorio

Importanti siti web cadono vittima di vulnerabilità laddove dovrebbero avere le difese più forti, società di sicurezza dispensano consigli sui nuovi rischi del cloud computing mentre gestiscono portali-colabrodo

 

 Qual è il colmo per un sito come MySQL.com, "casa" telematica di uno dei componenti fondamentali della pila LAMP? Probabilmente cadere vittima di un attacco di SQL injection al database, con tanto di estrazione delle password di accesso e hacking finale. Gli autori dell'attacco? Un duo di smanettoni romeni "grey-hat" noti come "TinKode" e "Ne0h" suslacker.ro.

I due hanno 
individuato la vulnerabilità su mysql.com e sun.com, estratto gli hash dei nomi utenti e delle password contenute nei database dei siti, confrontato i suddetti hash con larainbow table e infine "indovinato" varie credenziali di accesso fra cui quella del direttore di prodotto per WordPress presso MySQL - in questo caso la passoword era un banale numero a quattro cifre.

Il nuovo attacco contro mysql.com mette ancora una volta in cattiva luce la gestione della sicurezza da parte di Oracle, visto che il sito è notoriamente vulnerabile ad attacchi Cross-Site-Scripting (XSS) già da alcuni mesi.

Il colmo per la (in)sicurezza in rete raggiunge vette di involontario sadismo quando a cadere vittima degli attacchi è la storica security enterprise McAfee. La società, recentemente acquisita da Intel al prezzo di svariati miliardi di dollari, gestisce un sito web tutto pieno di buchi. McAfee conferma, dice di essere al lavoro per chiudere le vulnerabilità individuate dallo YGN Ethical Hacker Group e garantisce comunque sulla salvaguardia delle informazioni di "clienti, partner e aziende".

E mentre gli hacker aprono spifferi nel sito corporate, McAfee trova il tempo di lanciare l'allarme sul crescente interesse dei cyber-criminali 
per i colossi dell'IT del mondo. Con il crescere dell'importanza della gestione "terza" di dati, informazioni e database, avverte McAfee, i malware writer accrescono il loro interesse verso le mega-corporation (Google, Amazon, Apple, Microsoft,...) che quei dati li conservano e gestiscono sui propri server.

Leggi i commenti

Sbagliando si impara: il valore dell'insuccesso

Pubblicato su da ustorio

"Sbagliando si impara" dice un noto proverbio. Ed effettivamente l'errore può essere trasformato in un momento costruttivo di valutazione, di apprendimento e di crescita purché non venga affrontato con pessimismo o, ancora peggio, con senso di colpa

Un noto proverbio afferma: «Sbagliando si impara». Potrebbe sembrare una frase consolatoria, come dire: «Non giriamo il coltello nella piaga. Non facciamo sentire, la persona che ha sbagliato, più in colpa di quello che è necessario». Ma in realtà è proprio così: l'insuccesso può essere un utile momento di crescita e di apprendimento.

 

Spesso immaginiamo che trovandoci di fronte ad un obiettivo da raggiungere nella sfera personale o professionale, possiamo imboccare due strade diverse: una costellata solamente di successi e soddisfazioni e l'altra disseminata esclusivamente di fallimenti e di errori.

 

Ma nella realtà non è mai così e per giungere al successo occorre superare una serie di ostacoli e di difficoltà. E solo affrontando e superando tali difficoltà che si può raggiungere la meta prefissata. 

 Come sostiene Vince Thomas Lombardi, allenatore di football americano, «il maggior successo non consiste nel non cadere mai, ma nel rialzarsi dopo ogni caduta».

 

Evitare gli errori dunque è piuttosto improbabile, ma essi possono essere trasformati in momenti costruttivi che aiutano a crescere e permettono di fare un passo in più verso la meta prefissata. Affinché ciò sia possibile bisogna evitare di porsi di fronte all'errore con un atteggiamento di autocommiserazione, con senso di colpa e pessimismo o cercando un capro espiatorio.

 

L'errore, la possibilità di sbagliare spesso spaventano al punto da poter addirittura frenare ogni decisione o azione: meglio non fare nulla che fare qualcosa di errato.  "Sbagliare è umano" dice un altro proverbio: dunque, non bisogna avere paura dei possibili errori.

Anzi è proprio l'insuccesso, spesso, a determinare un cambiamento e il desiderio di percorrere nuove strade. Occorre imparare dai propri errori in modo da poter fare di essi dei nuovi punti di forza.

 

Ma perché un insuccesso non va considerato come un evento negativo? Prima di tutto, come si è detto, ogni errore può essere un momento di apprendimento. Un bambino piccolo impara a camminare cadendo tante volte e ogni volta rialzandosi. Dall'esperienza, anche negativa, si impara e si acquisisce la capacità, in situazioni analoghe, di non ripetere l'errore.

 

L'insuccesso accresce la maturità, può rendere più forti di quanto accade quando tutto procede per il verso giusto, aumenta la capacità di togliersi da situazioni difficili. Quando sbagliamo ci fermiamo a chiederci se stiamo seguendo la strada giusta, in cosa abbiamo sbagliato, come possiamo evitare di ricommettere gli stessi errori, cosa dobbiamo cambiare.

 

È perché no, l'insuccesso può darci la forza di lasciare la vecchia strada per percorrerne di nuove e può rivelarsi, così, una notevole fonte di nuove opportunità.

 

Leggi i commenti

Redditi dei parlamentari, Berlusconi il più ricco del reame

Pubblicato su da ustorio

 

 

 

Il più ricco parlamentare italiano si conferma Silvio Berlusconi, che del resto è uno degli uomini più ricchi del mondo (118esimo, secondo Forbes). Fra i ministri, a dichiarare il reddito più alto è il titolare della Difesa, Ignazio La Russa. Fra i leader di partito, invece, il più abbiente è il presidente della Camera, Gianfranco Fini. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari 2010.

Il presidente del consiglio ha dichiarato un imponibile di 40,8 milioni di euro, un reddito quasi raddoppiato rispetto ai 23 milioni del 2009. Fra le sue proprietà, diversi immobili a Milano, uno nel comune di Lesa, in provincia di Novara, le proprietà ad Antigua, tre depositi di gestione patrimoniale.

Molto distanziati, in materia di introiti, gli altri protagonisti della vita politica. Ignazio La Russa, ovvero il ministro più facoltoso, ha dichiarato 374mila euro, seguito dal titolare dell'Economia,Giulio Tremonti, a quota 301mila euro, e dalcollega della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che ha guadagnato 300mila euro.

I due ministri più poveri, invece, sono Paolo Romani (Sviluppo Economico) con 161mila euro, eGiancarlo Galan, che ha appena sostituito Sandro Bondi ai Beni Culturali, con 149mila euro.

Per quanto riguarda gli altri ministri, dopo i tre sul podio ci sono, nell'ordine, Franco Frattini (Esteri), 237 milioni, Saverio Romano (Agricoltura) 236mila euro, Stefania Prestigiacomo (Ambiente) 222mila euro, Altero Matteoli (Infrastrutture e Trasporti) 183mila euro, Raffaele Fitto (Rapporti con le Regioni) 179mila euro, Maria Stella Gelmini (Istruzione) 176mila euro, Roberto Calderoli(Semplificazione) 174mila euro, Michela Brambilla (Turismo) 173mila euro, Maurizio Sacconi(Lavoro) 172mila euro, Gianfranco Rotondi (Attuazione del Programma) 172mila euro, Roberto Maroni (Interno) 170mila euro, Elio Vito (Rapporti con il Parlamento) 169mila euro, Angelino Alfano(Giustizia) 168mila euro, Umberto Bossi (Riforme) 167mila euro, Giorgia Meloni (Politiche giovanili) 165mila euro, Mara Carfagna (Pari Opportunità) 165mila euro, e infine i fanalini di coda Romani e Galan. 

Fra i presidenti delle due camere, il più ricco è Renato Schifani (Senato), con 229mila euro, mentre l'imponibile di Gianfranco Fini è pari a 186mila euro. Fra i leader di partito, dopo Berlusconi e Fini, la classifica dei facoltosi è guidata da Antonio di Pietro, 176mila euro, seguito Umberto Bossi, Pierluigi Bersani, 137mila euro, e Pierferdinando Casini, 106mila euro.

Infine qualche curiosità: il senatore a vita più facoltoso è l'ex presidente della Repubblica nonchè ex governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, con 717mila euro, seguito da Giulio Andreaotti, 488mila euro, Oscar Luigi Scalfaro, 232mila euro, Sergio Pininfarina, 214mila euro,Rita Levi Montalcini, 200mila euro, ed Emilio Colombo, 171mila euro. Il più ricco fra i capigruppo in Parlamento è Siegfried Brugger, presidente dei deputati della Svp, con 264mila euro, mentre il più povero è Massimo Donadi, numero uno dell'Idv a Montecitorio, con 99mila euro. 

Il premier nel 2010 ha dichiarato 40,8 mln. Dopo di lui, il ministro più ricco è La Russa, i più poveri Romani e Galan. I redditi dei parlamentari.

Leggi i commenti

la tassa di concessione governativa

Pubblicato su da ustorio

La tassa di concessione governativa (TCG) è stata introdotta dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641 “Disciplina delle tasse sulle concessioni governative”. Successivamente, con il D.M. 28 dicembre 1995 è stata estesa anche ai contratti di telefonia mobile in abbonamento: 5,16 euro mensili per i privati e 12,91 euro mensili per i clienti business, anche se il costo era deducibile all’80% nella dichiarazione dei redditi.Nel 2003 con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 259/2003 “Codice delle comunicazioni elettroniche” la TCG è stata abolita, ma solo sulla carta visto che le compagnie in tutti questi anni hanno continuato ad applicarla. Oggi sembra sia stata messa definitivamente la parola fine a questo odioso balzello, grazie alla Sentenza n. 04/16/11 della Commissione Tributaria del Veneto che si è dichiarata appunto per la sostanziale illegittimità della tassa di concessione sui servizi di telefonia mobile, non trovando più applicazione la previsione di cui all’articolo 21 della Tariffa allegata al dpr n. 641/1972.

Così per effetto di questa sentenza oggi ciascun abbonato può inviare alla propria compagnia telefonica una diffida a mezzo raccomandata A/R perché non applichi più tale tassa (questo il fac simile) e chiedere all’Agenzia delle Entrate (questo il fac simile) ilrimborso per quanto indebitamente versato negli ultimi 3 anni, quindi fino ad un massimo di 185,76 euro in caso di utenza privata e di 464,76 in caso di utenza business.

 

Ricordarsi di allegare copia delle fatture e delle ricevute di pagamento.

Leggi i commenti

Decreto Rinnovabili, la guerra in atto "salva solare"

Pubblicato su da ustorio

Firmato da Napolitano in questi giorni, il Decreto Rinnovabili, ha scatenato polemiche per i previsti tagli agli incentivi. Un punto sulla situazione

 

Già da qualche mese è in discussione il Decreto Legge di recepimento della direttiva comunitaria 2009/28/CE per la promozione delle fonti rinnovabili. Questo ha scatenato non poche polemiche da parte di ambientalisti, associazioni di categoria e imprenditori del settore. A far discutere è il (non tanto) graduale taglio agli incentivi, che interesserà soprattutto il fotovoltaico e l'eolico

Settori che hanno vissuto un grande sviluppo negli ultim anni in Italia, reggendo meglio di altri alla crisi economica tuttora in atto. Il rischio che sta muovendo gli operatori a prospettare anche azioni legali presso la Corte Europea, è la paralisi del settore con brusche ricadute sulla produttività del Paese e sull'occupazione.

Sono infatti decine di migliaia le persone impiegate nel fotovoltaico in Italia. Nel 2010  il fatturatocomplessivo delle aziende italiane attive nel fotovoltaico è stato di circa 40 miliardi di euro, pari al2% del PIL nazionale. Dunque senza il fotovoltaico nel 2010 si sarebbe assistito ad un calo rispetto al 2009 stimato sui 2 miliardi di euro. Ed è il quanto potrebbe accadere nel prossimo futuro.

Un discorso che si lega a doppio filo con le polemiche riguardanti il ritorno al nucleare in Italia, visto che sono in molti a vedere dietro le manovre del decreto ribattezzato "blocca solare" una mossa del Governo per spingere il pedale dell'acceleratore verso l'energia nucleare a discapito di quella da fonti rinnovabili.

Dopo l'approvazione alla Camera ed al Senato, ad incendiare gli animi è stata la firma al decreto legislativo sulle rinnovabili di recepimento della Direttiva 202020, avvenuta in questi giorni, da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nonostante i ripetuti appelli delle associazioni del settore e il parere contrario arrivato anche dall'Ue. Ora si affaccia l'ipotesi di una dura battaglia legale o, come prospettato dai più, una valanga di ricorsi per il mancato incentivo alla Corte Costituzionale. Le altre due strade sono quelle di rivolgersi alla Corte Ue e l'impugnazione da parte delle Regioni.

In pratica il Decreto Rinnovabili prevede che le tariffe stabilite dal Terzo Conto Energia restino in vigore solo per impianti allacciati alla rete entro fine maggio, mentre per tutti gli altri bisogneràattendere un nuovo decreto che dovrebbe arrivare entro fine aprile. In realtà il ministro dell'AmbienteStefania Prestigiacomo - che ha già mantenuto le promesse con l'eliminazione del tetto da 8GW - a assicurato che sarà possibile definire un nuovo sistema di incentivi per le energie rinnovabili entro 20 giorni

Tra le polemiche emerge la soddisfazione del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani: «Con questo decreto abbiamo finalmente dato inizio ad una stabilizzazione del mercato dell'energia da fonti rinnovabili» affermando che bloccare gli incentivi al fotovoltaico al raggiungimento della quota Ue al 2020 di 8.000 mw, raggiungibile ormai in pochi mesi, rappresentava una bolla che sarebbe esplosa. Anche Romani ha sottolineato che la priorità di una rapida definizione dei nuovi incentivi.

 

 

Leggi i commenti

SVEGLIA ANCONA!!! quarta parte

Pubblicato su da ustorio

Ancona: Nella lite tra AnconAmbiente e Conero Ambiente i conti li pagano Ancona e i lavoratori

------------------------------------------------------------------------


Come da tempo preannunciato, anche con una nostra mozione in Consiglio comunale respinta dall'IdV e dal PD, i nodi della malagestione di AnconAmbiente e delle liti con Conero Ambiente stanno venendo al pettine.
A farne le spese sono i cittadini di Ancona che pagheranno l'aumento della TARSU e i lavoratori tanto che per 11 di loro è stata avviata una procedura culminata con una raccomandata con la quale viene comunicato loro che "a causa dell'impossibilità ad adibirLa a mansioni equivalenti in altri reparti o servizi, stante la grave e nota situazione di bilancio, siamo a comunicarLe la risoluzione del rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo".

Giova ricordare che AnconAmbiente è detenuta all'89% dal Comune di Ancona che è socio di maggioranza, con il 40% di Conero Ambiente e che entrambi sono responsabili della "grave e nota" situazione di bilancio dell'Azienda e della insufficente gestione della politica dei rifiuti di Ancona e del bacino.

Ancona 5 stelle, assieme a Sinistra per Ancona, ha avanzato proposte concrete sui rifiuti, sulla gestione di AnconAmbiente e sul ruolo di Conero Ambiente. Proposte che porterebbero il bilancio in attivo con il riciclo totale dei rifiuti, nuova occupazione e non licenziamenti, economie e non aumento delle tasse, ma qui si preferisce far pagare le spese dell'inefficenza e dell'incapacità gestionale ai lavoratori fino a fargli perdere il lavoro.
I manager, frutto della contrattazione poltronistica tra Pd e Idv anzichè della selezione per capacità tecniche, per cercare di far quadrare i conti preferiscono il più facile e comodo taglio dei costi (del personale) al più impegnativo investimento nel know-how del riciclo che permetterebbe di aumentare i ricavi.
E' inaccettabile un simile esito ed esprimiamo pieno appoggio, come hanno già dichiarato i capigruppo Vichi (Psi) e Duca (Sinistra per Ancona), ai lavoratori e alle iniziative che verranno intraprese a difesa del posto di lavoro e dell'igiene urbana.

Leggi e commenta: 
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2011/02/nella-lite-tra-anconambiente-e-conero-ambiente-i-conti-li-pagano-ancona-e-i-lavoratori.html

Leggi i commenti

SVEGLIA ANCONA!!!! terza parte

Pubblicato su da ustorio

Ancona: Comunicato sulle polveri sottili e sull'utilizzo del filtro antiparticolato

------------------------------------------------------------------------


Con riferimento alle iniziative di acquisto e incentivazione per l'utilizzo di filtri antiparticolato che l'amministrazione sta predisponendo al fine di ridurre l'inquinamento da PM10 (le cosiddette "polveri sottili"), sembra opportuno evidenziare come esistano vari pareri di medici autorevoli sulla dannosità dei filtri antiparticolato, che non eliminano il PM10, bensì lo trasformano in PM1 e PM2,5 (cosiddette "nano-polveri") che secondo alcuni sono più nocive del PM10 in quanto più piccole e più facilmente capaci di penetrare nelle cellule e causare tumori.

Dato che in Italia la legge prevede il monitoraggio delle sole PM10, le aziende potrebbero aver trovato questo sistema (legale) che consiste nel trasformare le PM10 prodotte (sottoposte a controllo ambientale) in qualcosa di ancora più fine e pericoloso (che non è sottoposto a controllo).

Questi dati sono stati comunicati all'Assessore Franzoni già ai primi di dicembre e successivamente nel corso di una Commissione consiliare la scorsa settimana.

Prima di spendere i soldi per iniziative che potrebbero risultare inutili o perfino dannose, l'Amministrazione farebbe bene a verificare con la comunità scientifica, a partire dall'Università Politecnica delle Marche, se la produzione di polveri ultra-sottili sia effettivamente molto più nociva per le persone.

Leggi e commenta: 
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2011/02/comunicato-sulle-polveri-sottili-e-sullutilizzo-del-filtro-antiparticolato.html

Leggi i commenti

cloud computing

Pubblicato su da ustorio

Leggere attentamente le avvertenze e il foglio illustrativo. Può avere effetti collaterali. Non somministrare ai regimi nemici di Internet

 

Dal punto di vista della privacy il problema più importante, dato lo scambio di dati personali e potenzialmente sensibili con il fornitore di cloud, è se questo dati sono da lui conoscibili ed in caso positivo se sono utilizzati in qualche modo. Facciamo il caso più semplice di un fornitore di storage online, come Ubuntu One, o l'ormai defunto Ovi Storage di Nokia.Il modo migliore per garantire la non conoscibilità dei dati è che questi siano crittografati prima di essere inviati allo storage online. L'operazione di crittografia deve essere eseguita dal client, e di questo dovrebbe essere data garanzia, sia contrattuale che tramite la fornitura del codice sorgente aperto del client stesso. Sarebbe concettualmente possibile anche far viaggiare i dati in chiaro dal client al server e lasciare invece al server il compito di crittografare prima di memorizzare i dati su disco, ma anche in questo caso servirebbero le stesse garanzie del caso precedente, sia tecniche che contrattuali.

Purtroppo per utenti privati di cloud storage non ci sono servizi che offrano ambedue queste garanzie; anzi a voler essere precisi quasi tutti non ne offrono nessuna. Quello che viene evidenziato dalle comunicazioni pubblicitarie è l'uso di protocolli criptati (SSL) per la trasmissione non intercettabile dei dati. Quest'ultima caratteristica è quello che può essere definito in modo colorito 'nu pannicello caldo, anzi quasi una presa in giro perché chi meglio del fornitore del servizio è in grado di intercettare i dati inviati allo storage cloud?

Considerando che il caso del cloud storage è il più semplice tra tutti i servizi consumer che possono essere erogati da una cloud, è facile estrapolare queste caratteristiche di implementazione minimale e trascurata del servizio, che inevitabilmente conduce a rendere un cattivo servizio al consumatore di servizi cloud.

Come concetto accessorio di questo aspetto potremmo dare un giudizio abbastanza negativo sull'affidabilità del cloud storage per i consumatori. Infatti il primo esempio di fornitore di un cloud storage per privati che chiude il servizio e lascia in braghe di tela i suoi clienti c'è già stato, ed è il già ricordato Ovi Storage, che ha di punto in bianco annunciato la chiusura del servizio, preannunciandolo per fortuna con un certo anticipo in modo da permettere agli ex-clienti di ricopiarsi indietro i dati sul PC.

Si dirà che questa è una caratteristica innata non dei servizi cloud, ma dei servizi gratuiti, che bisogna accettarne il rischio e che certo gli stessi servizi in versione "professional" ed a pagamento sarebbero migliori. Personalmente non ne sono troppo convinto: la contrattualistica dei servizi a pagamento (ed eccoci di nuovo a livello aziendale) è quasi sempre difensiva nei confronti del fornitore, spesso sotto un manto di legalese stretto.

Per quanto riguarda l'utilizzo dei dati conoscibili dal fornitore di storage possiamo fare l'esempio di Gmail, che dando uno spazio per i messaggi di posta dell'utente dichiara onestamente che li utilizzerà per i suoi scopi, persino nel caso di loro cancellazione. È senz'altro un caso "degenere" di cloud storage, ma il trend sembra chiaro. Se lo fa Google, che non è evil, cosa possono fare quelli che evil un po' (anzi parecchio) lo sono?

E quindi cosa dire della privacy degli utenti del cloud storage? Che viene implicitamente garantita dai messaggi pubblicitari e promozionali, ma che in realtà solo i contratti commerciali offrono (quasi sempre) reali garanzie legali di non utilizzo dei dati inviati al cloud. Si tratta di garanzie legali perché non mi risulta che garanzie tecniche, quali appunto l'ispezionabilità del codice della componente client del cloud, siano offerte da nessun provider di cloud storage.

E veniamo agli aspetti legati ai diritti digitali.
Molti music store, agendo come fornitori di servizi cloud, offrono la possibilità di comprare musica mantenendo i relativi file nella cloud e permettendone la fruizione via streaming ovviamente sotto la "protezione" di opportuni DRM. Da un punto di vista legale si tratta sostanzialmente di un "accordo di licenza" sul servizio e sopratutto sui contenuti acquistati.

È anche una rinuncia alla fonte della possibilità di esercitare il diritto di primo acquisto, che garantisce la possibilità di rivendere la musica acquistata, come quando si rivende un CD usato su Amazon o su una bancarella del mercato. Anche qui si tratta di un "piccolo" diritto digitale a livello di consumatore, ma l'approccio stesso di un contratto tra un fornitore forte e un contraente debole porta a dubitare che servizi non vantaggiosi al massimo per il fornitore verranno mai venduti. E la speranza che una sana concorrenza permetta questo atteggiamento virtuoso viene meno appena si ricorda quanto spesso si siano creati "cartelli" di fornitori che offrivano caratteristiche omogenee per non farsi concorrenza, e mettere quindi in posizione di svantaggio e di debolezza tutti i loro clienti.

Ed infine facciamo qualche considerazione sulle possibilità di maggior controllo sociale introdotta da un uso diffuso di servizi cloud. Qui il discorso si fa assai più complesso, e meriterebbe una puntata a parte.

Sorvolando sulle possibilità di intercettazione e memorizzazione di dati personali che ad esempio il cloud storage offrirebbe (vedi il caso dei dati di cella delle reti GSM), basta pensare alle opportunità di "staccare la spina" o di minacciare di farlo come strumento di potere. I recenti fatti egiziani insegnano quanto potere sia in mano a chi, come una stato, può mettere in atto un vero e proprio "attacco DoS" di negazione di servizio contro i propri cittadini. Quanto più il cittadino dipende da servizi erogati da terzi, e quindi da aziende, tanto più si amplia lo spazio in cui uno stato può imporre ad essi la negazione di un servizio e quindi esercitare un potere ancora maggiore sui suoi cittadini, sempre meno cittadini e sempre più
sudditi.

Per concludere, occorre sottolineare che queste considerazioni sono applicabili già ad un semplice servizio come quello di cloud storage. Quanto si amplificano se si considerano servizi più critici ed indispensabili, come appunto la connettività alla Rete, la disponibilità dei servizi medici o bancari online, ed altri che vengono lasciati come esercizio al lettore?

Forse si dovrebbe concludere sintetizzando tutto in uno slogan: "Cloud, se lo conosci lo eviti".

 

 

 

Leggi i commenti