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l'altra faccia della spirale

Misura Internet, tocca agli utenti

Pubblicato su da ronin

La scadenza era stata auto-fissata ieri, ma è oggi che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha inaugurato "Misura Internet", lo strumento software da mettere a disposizione degli utenti per testare la propria connessione e mettere alla prova le cifre che divulgano gli ISP.

Da oggi è disponibile il download del software Ne.Me.Sys. (Network Measurement System) che permette di misurare i valori sulla singola linea telefonica e verificare che corrispondano a quanto promesso dalla telco: in caso contrario la misurazione costituisce prova di inadempienza contrattuale ed essere utilizzato come strumento di tutela, in quanto rende possibile misurare le prestazioni della sola tratta di responsabilità dell'operatore localizzando fisicamente i server di misura utilizzati posizionati nei NAP (Neutral Access Point, i punti fisici di interscambio tra le reti dei vari operatori).

Prima di utilizzare lo strumento l'utente deve creare un account sul sito ufficiale ed è utilizzabile sia su Windows che su Mac e Linux: deve dunque effettuare una misurazione all'ora per un arco di 24 ore (da completare entro tre giorni dall'inizio). Qualche problema, al momento, è segnalato per la versione Linux (compatibile con Ubuntu).

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Nasce Linked Open Camera

Pubblicato su da ronin

Anche in Italia si afferma il movimento per l’accesso libero e gratuito ai dati grezzi delle Pubbliche amministrazioni

.
E’ stato lanciato oggi il sito www.linkedopencamera.it, un portale che raccoglie i dati relativi ai contratti e alla previsione di spesa della Camera dei deputati. Il progetto prende le mosse dall’iniziativa di Rita Bernardini, la parlamentare radicale nel gruppo PD che ha raccolto e pubblicato i dati in formato aperto (http://servizi.radicalparty.org/freshinstall/cameraspese/tutte).

I volontari che collaborano a Linked Open Camera, e che sperano nell’aiuto di nuovi collaboratori, hanno arricchito e corretto quei dati e li hanno trasformati in RDF, formato standard di Linked Data che ne  consente un pieno utilizzo in modo automatico da parte di applicazioni software. I dati sono così diventati consultabili online tramite una semplice applicazione grafica e possono essere usati come base per fornire servizi a valore aggiunto per i cittadini e le imprese. Qualche esempio?
Per la manutenzione degli orologi si spendono più di 23 mila euro (http://bit.ly/bxJdWx); per gli affitti e la ristorazione, oltre 50 milioni (http://bit.ly/a8AqME).

Linked Open Camera nasce sulla scia di iniziative analoghe, prima tra tutte quelle del governo inglese (data.gov.uk), dei governi americano (www.data.gov), svedese e austriaco e delle amministrazioni di San Francisco, Toronto, Londra,Saragozza.

Anche in Italia le PA producono una enorme quantità di informazione in formato digitale, e tuttavia spesso si tratta di informazioni difficilmente accessibili. Questo dipende anche dal fatto che nel nostro paese mancano linee guida omogenee che ne disciplinino l’uso e il riuso in ambiti diversi da quelli d’origine. Ci sono però ampi margini perché ciò sia possibile, primo tra tutti l’art. 1 della legge 241/1990, fondamentale riforma sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi che sancisce il valore giuridico della trasparenza.
Linked Open Camera, insieme a dati.piemonte.it, è tra i primi progetti italiani che vanno in questa direzione.
Per informazioni e contatti:
linkedopencamera@gmail.com
http://www.linkedopencamera.it/

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Sveglia Italia!

Pubblicato su da ronin

Nel posto dove vogliano andare non abbiamo bisogno di strade, o di ponti sullo stretto, ma di autostrade dell' informazione.

Di una grande internet che colleghi davvero tutta l'Italia, compiendo una nuova unità 50 anni dopo:

il Nord ed il Sud, i ricchie ed i poveri, i giovani e gli anziani.

Quelli che sanno cos'è Internet e quelli che non hanno ancora capito.

Un'unica rete che ridistribuisca opportinità e speranze, mettendo in relazione progetti e conoscenze.

Premiando i più bravi invece dei raccomandati.

Creando ricchezza.

Quella che oggi sembra sparita,non solo dal nostro portafogli, ma dai nostri sogni.

il resto del mondo corre ed in questo posto chiamato futuro ci sta già andando con convinzione.

Beati i bambini nati a Singapore o a Seul, ma anche in finlandia, perchè i loro orizzonti sono più larghi.

Fra qualche anno faticheranno di meno a trovarsi un lavoro perchè sapranno crearselo mettendosi in Rete con altri e saranno a loro agia in un grande pianeta connesso.

Noi invece siamo fermi, immobili. Indifferenti.

Nel migliore dei casi in attesa che qualcuno ci regali quello che in altri paesi è già un diritto fondamentale.

Ma è venuta l'ora di prendersela , questa cosa.

Sveglia Italia! Facciamoci la Rete.

Non aspettiamo più il governo che non è stato capace di spendere qualche milione per portare un collegamento minimo a chi oggi non ha nemmeno quello: quasi sei milioni di persone sono ogni giorno escluse senza un vero perchè.

E non aspettiamo nemmeno il parlamento che non ha saputo dedicare una sola seduta a cercare di capire perchè quattro italiani su dieci potrebbero usdare internet e non lo fanno. Ignoranza digitale?

Se così fosse mi parrebbe un raro caso di corrispondenza certi eletti ed i rispettivi elettori.

Un piano nazionale per la banda larga non verrà mai da lì.

Manca la cultura, manca l'interesse.

O forse la rete spaventa chi comanda.

Hai mai visto che servisse da trampolino ad un Obama italiano?

Anche in questa interminabile crisi economica, non mancano invece i soldi per fare quello che si dovrebbe fare subito: portare la fibra ottica nelle case di tutti.

Servono 16 miliardi. Tanti? Dipende.

Sono cinque anni di autoblu, non ne sentiremmo la mancanza se da domani non ci fossero più.

Oppure uno stormo di cacciabombardieri, o il famigerato Ponte.

E' una questione di scelte, di priorità. Ma non solo.

Andate dal capo della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini.

Vi spiegherà perchè i soldi non sono un problema se si parla di Internet.

La Cassa, che gestisce i risparmi di gran parte degli italiani, è pronta a metterceli anche tutti, i fondi necessari,

in prestito o diventando azionista della società della nuova rete, perchè la fibra è un investimento a lungo termine ma sicuro: in un decennio il ritorno è garantito.

A patto che ci sia un vero piano che sancisca due regole:

primo, non ci saranno reti alternative, visto che il nostro piccolo mercato non le giustifica;

secondo, quella vecchia, in rame,  nata per le telefonate e non per navigare il Web, va spenta prima possibile (sennò fa concorrenza a quella in fibra ed itempi per rientrare dell'investimento si allungano).

Purtroppo, senza una forte volontà politica, un piano nazionale è impossibile.

Gli operatori di telecomunicazione fanno il loro mestiere che non coincide quasi mai con l'ineresse del paese.

E non coincide in questo caso dove si tratta di mettere tanti soldi per guadagnare tra dieci anni.

Perchè dovrebbe sbrigarsi a cablare l'Italia un operatore privato come Telecom che le precedenti gestioni hanno lasciato esangue?

E così la risposta è: andiamo avanti piano, pianissimo, dove c'è mercato ed il guadagno è certo.

Con la scusa che oggi non si usa nemmeno tutta la vecchia  rete disponibile.

Come se per fare le ferrovie vi nostri nonni avessero aspettato che ci fossero i passeggeri in fila.

O per fare le autostrade, che ci fosse una macchina per ogni famiglia.

Certe cose si fanno oggi perchè ci faranno crescere domani.

Punto. Ma allora a chi tocca? A noi, cioè ai sindaci, ai presidenti delle province e delle regioni, alle camere di commercio, alle associazioni industriali.

E persino ai sindacati: a chi rappresenta lavoratori, precari e pensionati dico, riprendetevi dalla pubblicità lo slogan

"Internet per tutti" per la prossima manifestazione, se lo leggete bene parla di sviluppo e di lavoro, non di tariffe per telefonini.

Prendiamoci la Rete, quindi.

Se non si può fare un piano per l'Italia, che si faccia un piano per ogni regione.

Chiamiamolo federalismo digitale:  dipende solo da noi.

La lombardia è già partita, e così il Trentino, altri seguranno presto, speriamo.

Noi li seguiremo, ogni giorno,  mese dopo mese.

Faremo il tifo per turri quelli che faranno qualcosa di concreto per costruire un pezzetto di futuro.

Da oggi, sono i nostri eroi.

 

(articolo di Riccardo Luna, WIRED, novembre 2010)

 

 

 

 

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