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SOPA, la censura di Internet si avvicina?

Pubblicato su da ustorio

Cos’è SOPA? SOPA è l’abbreviazione di Stop online Piracy Act, ed è una legge contro la pirateria e la difesa del diritto d’autore che il Congresso Americano starebbe preparando. Ma SOPA, rispetto ad altre proposte di legge analoghe è ben diversa perché prevederebbe l’attribuzione dei pieni poteri alDipartimento di Giustizia che avrebbe la possibilità di far intervenire gli organi giudiziari per colpire i siti Internet che avrebbero infranto il diritto d’autore o avrebbero comunque facilitato questa pratica illegale.

In termini pratici, il Dipartimento di Giustizia avrebbe la possibilità quindi di farchiudere immediatamente i siti Internet sospetti e darebbe loro solo 5 giorni di tempo per un eventuale reclamo anche se nel frattempo il sito sotto inchiesta rimarrebbe comunque chiuso. In caso venisse davvero riscontrata l’infrazione, il proprietario del sito rischierebbe una condanna sino a 5 anni di carcere.

 Legge durissima che ha suscitato fortissime critiche, non per niente attualmente il suo iter di approvazione è bloccato per l’alto numero di emendamenti proposti. Se la legge invece venisse approvata così com’è, il Web non sarebbe più lo stesso. Siti come Facebook e i social network in generale, dovrebbero verificare ogni singolo contenuto pubblicato dagli utenti per non incappare in sanzioni perché per il SOPA anche un solo link a contenuti illegali è considerato fuori legge.

Ma nel mirino della legge finirebbero anche i motori di ricerca che non poterebbero più permettersi di fornire risultati che rimandino a contenuti protetti da diritto d’autore. Insomma si andrebbe vero una pensantelimitazione della libertà della rete.

Ovviamente tra i favorevoli all’approvazione di questa legge troviamo le grandiMajor che da tempo chiedono una stretta al fenomeno della condivisione online illegale di contenuti protetti dal diritto d’autore. Sul fronte opposto troviamo invece la “NetCoalition” composta dai provider americani e da giganti come Google, Wikipedia, Yahoo, eBay e Facebook che ovviamente rigettano la possibilità che SOPA diventi così com’è legge.

 

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Italia-Programmi.net insegue anche noi

Pubblicato su da ustorio

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Italia-Programmi.net ha inviato anche a noi il secondo sollecito di pagamento a seguito di un abbonamento ottenuto con modalità irregolari e truffaldine.

Italia-Programmi.net sta inseguendo anche noi. Per dimostrare agli utenti truffati che per sfuggire alle grinfie dei truffatori è sufficiente ignorare le loro richieste, siamo “casualmente” finiti tra le loro braccia ed abbiamo in seguito evitato di pagare quanto dovuto a seguito del download di materiale gratuito.

Da pochi giorni è giunto il secondo sollecito di pagamento. Il tono è minaccioso ed i contenuti del tutto truffaldini, finalizzati all’ottenimento di una cifra che non è in alcun modo dovuta e che ogni utente truffato deve badare a non versare mai per alcun motivo. La firma conclusiva è quella della Estesa Limited, azienda con sede alle Seychelles che l’antitrust ha già multatoe sulla quale indagherà ora la Procura della Repubblica per valutare se possano esservi i termini per censurare il sito e porne sotto sequestro il dominio.

 

Questa la mail ricevuta:

 

Italia-Programmi.net – Ultimo avviso di pagamento prima dell esazione da parte del tribunale
Gentile Signor ********** **********,

 

purtroppo ad oggi non abbiamo ancora ricevuto il pagamento della nostra fattura del **/**/2011 per l’utilizzo della nostra piattaforma di download www.italia-programmi.net (tutte le attivita di utilizzo da parte Sua sono state registrate e dimostrabili e inoltre documentabili per il tribunale).

 

Al momento della conclusione del contratto Lei ha utilizzato il seguente indirizzo IP: ***.***.***.*** / ***.***.***.*** (Orario di iscrizione: 2011-**-** **:**:**)
(Attraverso questi dati puo essere dimostrata senza dubbio la conclusione del contratto).

 

Dato che la fattura non e ancora stata saldata nemmeno dopo i vari solleciti, saremo costretti a passare la pratica al recupero crediti, che a sua volta si occupera della fattura non ancora saldata e provvedera a rivendicare il credito per vie legali in tribunale.

 

Con la presente Le riserviamo l’ultima possibilita di provvedere al pagamento della fattura in modo extragiudiziale, se non usufruisce di questa possibilita, dovra prendere in considerazione ulteriori altre spese a Suo carico, come: avvocati, tribunale e recupero crediti non ancora pervenute:

 

Ammontare non ancora pervenuto: 96,00
Commissioni di sollecito: 14,50
—————————————
Ammontare totale: EUR 110,50

 

Indicare per favore la seguente causale: *******

 

Per poter effettuare il bonifico La preghiamo di utilizzare le seguenti coordinate:

 

Beneficiario: Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N

 

Causale: *******
Ulteriori chiarimenti per fatture e solleciti:

 

Su questo sito internet ha accettato im modo esplicito le nostre condizioni di utilizzo. L’accesso sul suo sito www.italia-programmi.net e’un abbonamento a pagamento. Il pagamento dell’utilizzo del servizio deve essere versato 12 mesi in anticipo, come evidenziato dai nostri termini e condizioni generali.

 

Con il pagamento si accede al diritto di utilizzo del sito per 12 mesi. Onde evitare che una terza persona si registri con i vostri dati d’accesso, abbiamo messo in atto vari controlli di sicurezza, che saranno prova inconfutabile in caso di controversie.

 

Abbiamo inoltre inviato al vostro indirizzo E-mail i dati d’accesso con i quali si puo’beneficiare dei nostri servizi attivati da parte nostra con un email di conferma.

 

Al momento della registrazione, avete fornito i seguenti dati:

 

Nome / Cognome: ********** **********
Via numcivico : ********** **
cap Citta’: ***** *********

 

Data di nascita: **/**/****
Telefono: **********
E-Mail: *****************@gmail.com

 

Per precauzione, al momento della registrazione, vi e’stato trasmesso e salvato L’indirizzo IP. Questo appare come: ***.***.***.*** / ***.***.***.***. In caso di indagini penali e’posssibile risalire dall’indirizzo IP per identificare il computer, per vedere il tempo di applicazioni che e’stato utilizzato, tramite le autorita’ competenti. Poiche’i dati di connessione devono essere conservati almeno 6 mesi in base al diritto attuale, l’indagine penale e’promettente.

 

Cordiali saluti,
Il Team di Italia-Programmi.net

 

http://www.italia-programmi.net

 

Ovviamente non verseremo alcuna somma. Ed invitiamo le persone truffate a comportarsi allo stesso modo, segnalando la propria situazione alle autorità per costringere così ad ulteriore informazione ed ulteriori indagini sulla vicenda. Solo così, infatti, sarà possibile apportare la giusta pressione agli inquirenti affinché considerino la truffa Italia-Programmi.net come una vera priorità a cui porre attenzione.

 

Loro non molleranno. Noi nemmeno.

 



 

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Antitrust, schiaffo milionario a Italia-Programmi

Pubblicato su da ustorio

La società Estesa Limited è stata sanzionata con una multa da 1,5 milioni di euro. Pratiche commerciali scorrette nella distribuzione ingannevole di software gratuito. ADUC chiede il sequestro del sito

 

"L'Antitrust ha sanzionato la società Estesa Limited, con sede alle Seychelles, con una multa per complessivi 1.500.000 euro. Le pratiche commerciali ingannevoli e aggressive messe a punto dalla società attraverso il sito www.italia-programmi.net hanno coinvolto, a oggi, oltre 25mila consumatori che si sono rivolti all'Autorità anche tramite Contact Center e Web Form".

Così un recente 
comunicato diramato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), a colpire con una maxi-multa le attività illecite del sito web che fa pagare ciò che è in realtà gratisItalia-programmi.net ha subito lo stesso destino diEasydownload, già bastonato nel novembre 2010 con una sanzione pecuniaria fissata a quasi 1 milione di euro.

Si è così conclusa l'istruttoria avviata nella scorsa estate nei confronti di Estesa Limited, società con sede alle Seychelles che aveva allora guadagnato 100mila euro dagli abbonamenti silenti imposti agli utenti alla ricerca di software gratuito su motori di ricerca come Google.

 

"Introducendo i dati personali, come richiesto per registrarsi e scaricare il software ricercato, e senza la richiesta di carte di credito o altre modalità di pagamento, il consumatore attivava inconsapevolmente un contratto di abbonamento a titolo oneroso di durata biennale, dell'importo annuale di 96 euro", si legge ancora nel comunicato pubblicato dall'Antitrust.

Era stata la Procura di Roma ad intervenire dopo le migliaia di segnalazioni da parte dei consumatori imbufaliti. "Ad aggravare la propria posizione, la società Estesa Limited, che ha truffato oltre 25 mila consumatori solo in Italia, non si è neppure presentata a propria difesa di fronte alla stessa Autorità", 
ha spiegato il Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona.

Parziale 
soddisfazione da parte dell'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (ADUC) che ha sottolineato come il sito italia-programmi.net resti ancora in piedi. "Centinaia di telefonate e lettere ogni giorno ci pervengono per chiederci consigli, per cui l'onda lunga è ancora all'inizio e ci vorrà tempo prima che smettano". ADUC ha dunque chiesto alla Procura della Repubblica di sequestrare il sito.

 

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Wi-Fi, un bug mette a rischio milioni di router

Pubblicato su da ustorio

Individuata una falla nel sistema di autenticazione wireless WPS: a rischio milioni di router sparsi in tutto il globo.

Wi-Fi Protected Setup è una tecnologia adottata da numerosi produttori di router wireless per semplificare la procedura di collegamento allo stesso da parte di nuovi dispositivi, utilizzando un metodo basato sullo scambio di un PIN di 8 cifre per l’autenticazione. Tale metodo, però, sarebbe affetto da un grave bug che consentirebbe ad eventuali malintenzionati di effettuare un attacco brute force per effettuare l’accesso al router in meno di due ore.

Ad ogni tentativo di accesso, infatti, il dispositivo restituisce un messaggio EAP-NACK il quale avvisa il destinatario riguardo la riuscita della procedura di autenticazione. Proprio in tale messaggio risiederebbe la falla, in quanto risulta essere possibile individuare dalle informazioni contenute in esso se la prima metà del PIN inserito è corretta oppure meno. La seconda metà sarebbe inoltre facilmente individuabile in quanto fornita direttamente dal router come strumento per effettuare il checksum del codice.

La vulnerabilità in questione non fornisce dunque direttamente il codice completo ad eventuali aggressori, ma semplifica notevolmente loro il compito: il numero di possibili combinazioni passa infatti da 10^8 (100 milioni) a soli 10^3+10^4 (11 mila combinazioni differenti). Tale aspetto, unito all’assenza di un sistema in grado di intervenire bloccando le comunicazioni con un dispositivo durante un attacco di brute force permette così di individuare la combinazione corretta semplicemente provando ad inserire in maniera automatica tutte quelle possibili, con tempi che in alcuni casi possono arrivare anche a sole due ore.

L’elevata diffusione di tale sistema di autenticazione pone il problema su di un livello piuttosto elevato, essendo a rischio milioni di router in tutto il mondo. Il consiglio degli esperti è quello di disabilitare momentaneamente il sistema WPS, utilizzare una chiave d’accesso sfruttando lo standard WPA2 ed eventualmente abilitare il filtraggio dei dispositivi mediante MAC Address.






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La caduta degli SMS: cosa sta cambiando

Pubblicato su da ustorio

Durante le ultime festività sono calati, per la prima volta, gli sms: per una rivoluzione che arriva, un'altra se ne sta andando in soffitta.

 

Ne stanno parlando il New York Times e Forbes come fosse un affare di stato e tutto sommato hanno qualche ragione di alzare il volume sul tema: per la prima volta in alcuni paesi – ma non gli Stati Uniti – si è registrato un calo degli sms durante Natale e Capodanno. Il mondo sta trovando un altro modo per farsi gli auguri, insomma. E non solo.

 I dati sorprendenti di uno dei pionieri del text messaging, la Sonera (finlandese) stanno suggerendo agli analisti che il calo degli sms rispetto a Twitter e ai servizi alternativi di alcuni smartphone che permettono messaggi instantanei gratuiti sia più veloce del previsto: in un solo anno si sono persi due milioni di messaggi nella terra che 15 anni fa anche per ragioni geografiche aveva investito molto su questa tecnologia.

Il processo sembra talmente geometrico che qualcuno azzarda il medesimo crollo dello short message system di anno in anno nei diversi paesi del globo a seconda di quando il sistema è entrato in vigore. Così, se Finlandia oppure Hong Kong stanno già vedendo il tramonto dell’sms, negli USA, dove sono diventati popolari circa due anni dopo, si pensa che crolleranno definitivamente tra il 2012 e il 2013. E così via. Tra pochi anni non ci sarà più nessuno che manderà “Buon Anno!” con un sms collettivo, pagando pure per farlo, ma scriverà #BuonAnno sul suo smartphone sapendo che lo leggeranno tutti i suoi followers e gli amici sui social, e questo gli basterà.

Insomma, se fosse una questione matematica basterebbe aggiungere 15 anni all’anno del boom degli sms in una tale nazione per avere l’anno in cui la curva del grafico, per la prima volta, andrà giù. Ma i social network, catalizzatori del cambiamento, sono anche acceleratori di questo fenomeno, quindi in caso di coesistenza tra sistemi, ad esempio l’est europa dove tutto è arrivato in pochi anni, il crollo avverrà in anticipo.

Questa è una lezione molto importante per affinare il nostro concetto di obsolescenza tecnologica: essa è molto diversa da quella programmata tipica dei prodotti dell’era industriale, perché non è prevedibile. Questo comporta due effetti: investimenti maggiori nella ricerca di mercato – perché i clienti dell’era della comunicazione globale sono meno fedeli – ma anche la consapevolezza che è molto più facile perdere grandi somme di denaro. Basti pensare che al momento gli sms rappresentano il 20% del fatturato dei grandi vettori mondiali. Una perdita secca in un giro di tempo così breve metterà a rischio altri posti di lavoro.

Fonte: Forbes
Via 
Bits - New York Times

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Italia-Programmi: la truffa continua

Pubblicato su da ustorio

La truffa di Italia-Programmi.net continua e gli italiani coinvolti sono sempre di più: il consiglio è quello di non pagare nonostante le minacce.

 

L’intervento dell’antitrust, i servizi televisivi e le ripetute denunce che da tempo anche Webnews.it porta avanti non sono servite a nulla: il numero degli italiani che cadono nella truffa di Italia-Programmi.net continua ad aumentare e l’ADUC segnala un vero e proprio assalto ai propri centralini a riprova del fatto che quanto fatto fino ad oggi non è stato sufficiente.

Secondo l’ADUC, in particolare, il caso sarebbe stato sottovalutato e non tutte le autorità competenti si sarebbero già mosse in modo adeguato a tutela dei cittadini (sia quelli già truffati che quelli potenzialmente coinvolti in futuro). Spiega l’associazione: «Il problema è che alcune autorità hanno per ora sottovalutato il problema e, soprattutto la Procura della Repubblica, investita da una nostra denuncia e centinaia di altre in tutta Italia, tarda ad intervenire per porre sotto sequestro il dominio web di questi truffatori. Mentre la Polizia Postale, che comunque informa sul fatto che non bisogna pagare a fronte delle minacce che si ricevono, valuta al momento la vicenda solo in termini contrattuali e non penali: cioè come se fosse solo una pratica commerciale scorretta (da cui l’intimazione dell’Antitrust e la sanzione in arrivo) e non una truffa».

La truffa, nata con Easy Download e traslata ora al nuovo dominio, perdura ormai da anni e sono ormai decine di migliaia gli italiani caduti nel tranello. «Se in tanti si informano e non pagano, sono sempre tanti che si fanno intimorire e pagano», il che rende il problema un onere per chi naviga la Rete senza le necessarie precauzioni culturali.

Il consiglio è sempre e comunque quello di non pagare, poiché il rischio per l’utente è nullo. Italia-Programmi.net è una truffa e l’attenzione dell’utente è ad oggi l’unica vera controindicazione in grado di fermare il fenomeno.

Fonte: ADUC



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