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Post con #l'altra faccia della spirale tag

LA CHEMIOTERAPIA PUÒ STIMOLARE IL CANCRO, LA SCOPERTA DEI RICERCATORI STATUNITENSI

Pubblicato su da ustorio

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Imu raddoppia: sono due Una per i Comuni L'altra per lo Stato

Pubblicato su da ustorio

Una nuova stangata in arrivo potrebbe arrivare a breve sulle tasche degli italiani. Si tratta dell'Imu bis e sarà destinata a finanziare le opere dei Comuni. I sindaci potranno così usare i soldi di questa imposta di scopo per la costruzione o manutenzione dei lavori pubblici nelle proprie città. La norma è inserita nel decreto fiscale da poco approvato in Parlamento. Quindi l'Imu si sdoppia: la prima tassa andrà interamente allo Stato, la nuova imposta finirà nelle casse dei Comuni.

Applicata a tutte le case - La norma, passata inosservata all'interno del decreto sulle semplificazioni fiscali, è stata svelata dal quotidiano La Repubblica. La nuova imposta di scopo si candida ad essere dunque la vera e propria Imu bis e servirà a finanziare scuole, parchi, biblioteche, musei, strade e parcheggi. Potrà essere applicata da tutti i Comuni a tutti gli immobili (comprese le prime case) con un semplice regolamento e avrà la stessa base imponibile dell'Imu: rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 con un'aliquota massima del 5 per mille.

La tassa inventata da Prodi - I tempi per l'entrata in vigore sono brevi: la tassa infatti potrebbe scattare dal momento della conversione in legge del decreto fiscale e durerà al massimo 10 anni, il doppio di quanto era previsto dalla vecchia imposta di scopo. Questa norma era già stata introdotta  nel 2007 dalla Finanziaria di Romano Prodi, ma si applicava alla base Ici e quindi non alle prime case. Inoltre, rispetto alle ultime modifiche, la vecchia tassa concorreva a finanziare solo il 30% delle opere dei Comuni che dovevano impegnarsi a trovare il resto in altro modo.

Primi cittadini dubbiosi - I sindaci sono molto perplessi. "Chi ha il coraggio di mettere ora un'altra tassa sulla casa?", si chiede Achille Variati, primo cittadino di Vicenza. Stessi dubbi per Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno: "Se il clima fosse più leggero la userei, ma ora è poco praticabile, visti i colpi durissimi inferti alle famiglie". Allarmata Confedilizia, secondo cui l'imposta graverà solo su una categoria di contribuenti: i proprietari di immobili.


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Italia-programmi.net, oscurato dalla Procura di Milano

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Italia-programmi è stato messo offline per ordine della procura di Milano, che da tempo indaga sul caso. La nota di colore che caratterizza la vicenda riguarda il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: anche la più alta carica italiana, infatti, sarebbe una delle vittime del sito.

Italia-programmi.net, infatti, attirava utenti con la scusa del download di software gratuito: solo in seguito arrivavano le richieste di pagamento. Sono decine di migliaia gli utenti che si sono resi conto di aver sottoscritto un abbonamento-trappola.

La storia di Italia-programmi è però decisamente articolata: il sito deve le sue origini a easy download, sito internet che in passato aveva già truffato migliaia di utenti, convincendo a sottoscrivere un abbonamento per il download di software gratuito. Il sistema, una volta smascherato, si è evoluto ed è passato all'invio di mail e lettere di diffida, in cui si invitavano gli utenti a pagare.

A quanto pare, inviare una lettera di pagamento a Giorgio Napolitano, non è stata proprio la mossa più sagace e intelligente: ecco allora arrivare il blocco da parte della Procura di Milano.

L'azione arriva, senza ombra di dubbio, in ritardo: la truffa è stata identficata da tempo, ed era già stata sanzionata con una multa da 1,5 milioni, diramata dall'antitrust ad inizio anno. Non è stata però mai portata avanti, fino ad oggi, alcuna azione che permettesse al servizio di interrompersi.

La vicenda, che per ora vede il dominio bloccato, è ben lontana dalla sua risoluzione: al momento le persone che stanno dietro a italia-programmi.net (gli stessi di easy download), sono ancora a piede libero e molte delle lettere che richiedono pagamento sono ancora in giro.

Insomma, italia-programmi.net potrebbe presto risorgere dalle ceneri, con un nuovo nome e magari anche con nuove modalità di truffa. E magari questa volta potrebbero non scrivere direttamente al presidente della Repubblica.

 

 

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NERO: doppio lavoro per un italiano su tre

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Il lavoro nero in Italia genera un flusso economico sommerso pari al 35% del Pil: tutti i dati del rapporto Eurispes.

 

Il lavoro nero è una risorsa anti crisi per la metà degli italiani: il rapporto stilato dall'Eurispessull'economia sommersa nel Paese parla chiaro, mettendo in evidenza come gli introiti non dichiarati percepiti dai lavoratori corrispondano al 35% del Pil, che tradotto in euro porta a oltre 540 miliardi.

Cercare un doppio lavoro, quindi, non è più una strategia per mettere da parte un'entrata extra, ma è sempre più una necessità per arrivare alla fine del mese. Secondo l'Eurispes - che ha condotto l'indagine in collaborazione con l'Istituto San Pio V di Roma -, sono circa 500mila i nuclei familiari che non riescono a far quadrare il bilancio mensile, situazione che porta sempre più frequentemente alla scelta del lavoro nero.

Le cifre che riguardano l'economia sommersa del 2011 mostrano un netto incremento rispetto all'anno precedente, con un buon 35% dei lavoratori dipendenti che opta per un secondo lavoro generando un flusso di denaro pari a circa 280 miliardi di euro. Entrando più nel dettaglio dei dati, sarebbero 6 milioni i "dopolavoristi" nella penisola, spesso dipendenti presso altre aziende e costretti ad aggiungere 4 ore di lavoro giornaliere per incrementare le entrate.

Oltre al flusso che arriva dal lavoro sommerso, tuttavia, le stime mettono in evidenza anche come circa 156 miliardi siano generato solo dalle imprese italiane: "È stato possibile stimare questo dato basandosi sulle operazioni condotte dalla Guardia di Finanza: su oltre 700mila controlli effettuati presso le imprese sono stati riscontrati 27 miliardi di euro di base imponibile sottratta al Fisco. Se si considera che il numero delle imprese italiane di piccole e medie dimensioni supera le quattro milioni di unità, mantenendo una proporzione con i dati emersi dalle operazioni campione della Guardia di Finanza, emerge che l'economia sommersa prodotta dalle imprese arriverebbe almeno a 156 miliardi".

Una buona parte dei lavoratori con doppio impiego sono soggetti già in pensione, spesso over 65, che da soli generano un volume di sommerso pari a 43,5 miliardi di euro. È sempre l'Eurispes a mettere nero su bianco la crescita della cosiddetta "povertà in giacca e cravatta'', composta non da disoccupati, o inattivi, ma dagli stessi lavoratori che hanno enormi difficoltà economiche e sono costretti a cercare l'appoggio di strutture sociali per andare avanti.

Dando un'occhiata alle differenze tra le varie zone d'Italia, i dati mostrano una netta prevalenza del lavoro nero in Puglia, seguita da Sicilia, Campania e Calabria, mentre si mantengono sotto i valori medi molte delle Regioni del Nord, con il Trentino Alto Adige e la Lombardia in fondo alla lista.

 

 

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L’antitrust multa TIM, Vodafone, H3G e Wind

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L'AGCM ha multato TIM, Vodafone, Wind e H3G per aver fornito SIM sulle quali erano stati attivati servizi non richiesti, quale la segreteria telefonica.

 

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha comunicato all’interno del proprio bollettino settimanale l’avvenuta sanzione nei confronti dei maggiori carrier nazionali (TIM, Vodafone, Wind e H3G), messi all’indice dall’associazioneAltroConsumo per il comportamento tenuto in sede di vendita nei confronti degli acquirenti. La colpa certificata dal Garante concerne la mancata comunicazione agli utenti di una serie di servizi a pagamento attivati in dotazione standard sulle SIM elargite, mettendo così nelle mani degli utenti servizi onerosi dei quali non si è richiesta l’attivazione.

Spiega il comunicato a proposito di TIM, la cui sanzione ammonta a 300 mila euro: «Il procedimento concerne il comportamento posto in essere dal professionista, consistente nell’aver omesso di informare in maniera adeguata gli acquirenti delle SIM dell’esistenza di servizi accessori già attivati, fra i quali, in particolare, la navigazione in internet e il servizio di segreteria telefonica. La fruizione di tali servizi comporta il pagamento di tariffe specifiche, computate in modalità flat o a consumo, addebitate in bolletta ai titolari di abbonamento, o scalate dal credito per i titolari di SIM prepagate [...] La circostanza che tali servizi siano già attivati al momento dell’acquisto e possano essere disattivati soltanto su richiesta (meccanismo di opt-out) espone i consumatori, in assenza di adeguati meccanismi di scelta consapevole, al rischio di utilizzare un servizio a pagamento non richiesto consultando la segreteria telefonica od interagendo con le funzionalità internet dell’apparecchio».

Le accuse sono del tutto similari per gli altri carrier, ma cambia la sanzione: 250 mila euro per Vodafone, 200 mila euro per Wind e 120 mila euro per H3G.

Federconsumatori festeggia il risultato ottenuto e promette che non finisce qui:

Come da sempre denunciato da Federconsumatori ed Adusbef, finalmente l’Antitrust ha multato le società Telecom, Vodafone, Wind ed H3G per pratiche commerciali scorrette relative a omesse informazioni in tema di carte SIM a cui erano legati particolari servizi accessori attivati già prima della vendita. Tra questi compaiono la navigazione su internet e il “famigerato” servizio di segreteria telefonica, a cui erano legate specifiche tariffe, computate in modalità flat o a consumo, che venivano poi addebitate sulla bolletta dei consumatori.

Questi servizi erano preimpostati e necessitavano di una espressa richiesta di disattivazione da parte dell’ignaro utente. [...] Federconsumatori e Adusbef, come sempre, vigileranno affinché la delibera di sanzione venga rispettata e non vengano più a ripetersi condotte simili.

Ci attiveremo, inoltre, per ottenere la restituzione di quanto indebitamente pagato dai malcapitati utenti.

In caso di rimborso, le sanzioni potrebbero essere per i carrier indicati la parte minore del problema.

 

 

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Italia-Programmi, l’evoluzione della truffa

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L'ADUC chiede all'AGCM di oscurare Italia-Programmi sulla base di nuove evidenze emerse da una truffa che si sta evolvendo verso nuove forme.

 

L’ADUC ha presentato all’Antitrust una nuova denuncia contro Italia-Programmi. Il nuovo intervento si è reso necessario in conseguenza dell’evoluzione che la truffa ha intrapreso, giungendo ad una nuova modalità di azione che richiede un aggiornamento delle accuse per consentire all’Authority di approfondire il nuovo orizzonte delineatosi.

Nonostante l’Antitrust abbia condannato Estesa Limited al pagamento di una multa di un milione e mezzo di euro per condotte commerciali ingannevoli, aggressive e scorrette e abbia ordinato alla società di cessare le condotte, Estesa Limited-Italia programmi prosegue indisturbata nelle proprie attività continuando a minacciare i consumatori che non pagano. Grazie al provvedimento dell’Autorità e grazie alla diffusione delle informazioni in Rete, evidentemente gli “affari” di Italia programmi si erano arenati, la gente non pagava più. Ecco quindi che la società ha studiato una nuova mossa: inviare a tutti coloro i quali hanno fatto la registrazione sul loro sito e non hanno pagato, una mail ancor più minacciosa per indurli a farlo.


L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha a suo tempo sanzionato la Estesa Limited nella piena consapevolezza del fatto che nessuno avrebbe mai pagato tale sanzione: l’azienda ha infatti sede legale alle Seychelles ove la difficoltà delle rogatorie internazionali chiude formalmente ogni possibile approfondimento ulteriore delle indagini. L’AGCM aveva le mani legate: il sito era stato regolarizzato, l’oscuramento si era reso 
impossibile e la truffa è quindi maturata con nuove modalità. La nuova denuncia tenta di sbloccare nuovamente la situazione, riportando così Italia-Programmi al centro delle attenzioni.

Spiega l’ADUC:

Nella mail inviata da Estesa Limited, per la quale stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni al giorno, si induce il consumatore a pensare che ci sia un procedimento giudiziario in corso contro di lui, che le somme richieste da Italia programmi siano simili a tasse o tributi e che se non paga subirà una “ingiunzione tributaria”. La lettera contiene infatti una serie di informazioni false circa:

§  l’esistenza di un Tribunale regionale giudiziario, che non esiste nell’ordinamento italiano, la cui dizione può vagamente assomigliare al tribunale amministrativo regionale;

§  la possibilità che un avvocato incaricato dalla società possa “fissare una udienza presso Giudice tributario”. Ovviamente la magistratura tributaria non ha alcuna giurisdizione né competenza in materia di controversie fra privati, ne è possibile che un avvocato possa “disporre” del tribunale fissando una udienza;

§  si minacciano “spese a carico Vostro per le ingiunzioni tributarie”;

§  Ad avvalorare ulteriormente le paure ingenerate nel consumatore, la lettera prosegue indicando i dati con cui l’utente si è registrato e il suo IP, volendo dimostrare che poiché l’indirizzo dell’utente è noto alla società l’ingiunzione tributaria verrà correttamente notificata;

§  come già accaduto in passato viene prospettata l’esistenza di una indagine penale a carico del consumatore che sarebbe “promettente”.

La lettera di minaccia inviata dalla Estesa Limited è stata testimoniata da Webnews già nelle settimane scorse e ricalca esattamente quanto indicato dall’ADUC nella propria denuncia. La richiesta dell’associazione all’AGCM (pdf) è pertanto quella dell’apertura di un doppio procedimento:

§  uno per la mancata ottemperanza al primo, chiedendo che sospenda l’attività della Estesa Limited;

§  uno per la nuova condotta commerciale scorretta con l’invio della mail “Convocazione presso Tribunale Regionale Giudiziario”, chiedendo che dispongano anche tramite la Guardia di Finanza, la chiusura del sito.

Si torna pertanto a chiedere la chiusura del sito Italia-Programmi.net (peraltro nei giorni immediatamente successivi all’oscuramento di Private Outlet da parte dell’AGCM), ma su basi differenti rispetto al passato. L’AGCM ha pertanto nuovi elementi su cui lavorare e sui quali costruire la propria nuova indagine sul caso.

 

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Anonymous: obbiettivi Trenitalia ed Equitalia

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Fine settimana molto intenso per le attività degli Anonymous, il noto gruppo dipirati informatici. Nel corso dello scorso weekend, i portali di Trenitalia e diEquitalia sono stati bloccati e messi offline proprio da Anonymous tramite il classico massiccio attacco DDoS. Nel mirino dunque due tra le più importanti e chiacchierate istituzioni italiane: i treni e la riscossione delle tasse. Per quanto riguarda l’attacco al portale di Trenitalia che ha gettato nel caos molti utenti, gli Anonymous hanno dato una curiosa rivendicazione per il loro operato.

I motivi del loro attacco sono da ricercarsi nella soppressione dei treni ICN che permettevano agevolmente di spostarsi lungo la penisola italiana accentuando così le differenze tra nord e sud.

Inoltre Trenitalia sarebbe responsabile, secondo gli Anonymous, di aver eliminato i treni per le classi deboli come gli operai e gli studenti, rincorrendo invece la più costosa alta velocità (riferimenti forse al recente caso TAV?). Per gli Anonymous dunque i treni non sono più per tutti, ma stanno divenendo per pochi con una situazione di fatto monopolistica. Accuse anche per RFI, la società delle FS, per l’ingiusto licenziamento di Bruno Bellomonte e un riferimento questa volta non velato al recente caso TAV.

Gli Anonymous hanno ovviamente rivendicato anche l’attacco a Equitalia. Su loro blog ufficiale troviamo tutti i dettagli della loro azione. Per il gruppo di pirati informatici

Siete un’anomalia tutta italiana,un azienda in teoria pubblica che si occupa della riscossione di (presunti) tributi dovuti all’Agenzia delle Entrate,che attuate con una ferocia inaudita e con pratiche quantomeno opinabili.

Impiegate mesi,spesso anni, per le più banali notifiche,facendo così lievitare a dismisura gli interessi dovuti.

A parer nostro inoltre, non potete permettervi di riscuotere agli inadempienti che dimostrino di essere indigenti quel poco che hanno per il loro sostentamento, è immorale e deprecabile.

 

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Italia-Programmi.net, i consigli delle associazioni dei consumatori

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 Una vicenda grave ancora senza soluzioni definitive. Molti di voi continuano infatti a segnalarci l’arrivo delle lettere illecite di richieste pressanti di pagamenti. Una situazione che purtroppo continua a spaventare ancora chi non è al corrente della truffa. Proprio per queste vogliamo oggi riportarvi i consigli delle associazioni dei consumatori e in particolare diConfconsumatori su come comportarsi in caso riceviate nuovamente i solleciti di pagamento da parte di Italia-Programmi.net.

Oltre ovviamente a non pagare assolutamente, Confconsumatori consiglia didiffidare Estesa Limited, la società a cui fa capo Italia-Programmi.net, tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno.

La diffida inoltre andrà segnalata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato tramite un’apposita form oppure chiamando il numero verde 800.166.661 o tramite la posta ordinaria all’indirizzo Piazza Verdi, 6/a 00198 Roma.

Nella segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dovrete raccontare dettagliatamente la vostra vicenda con Italia-Programmi.net e specificare tutte le irregolarità, come siste stati raggirati e di tutte le richieste pressanti di pagamento.

Per quanto riguarda la diffida verso Estesa Limited, l’indirizzo a cui mandare la raccomandata con ricevuta di ritorno è: Gateway 2478 Rue de la Perle Providence Mahe Republic of Seychelles.

In ogni caso ricordatevi di non cedere mai alle richieste di pagamento per quanto forte possa essere l’intimidazione.

 

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Italia-Programmi.net ci ha scritto di nuovo

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Italia-Programmi.net ci manda l'ennesima minaccia chiedendo di pagare l'abbonamento ai loro servizi: questa la missiva.

 

Italia-Programmi.net non molla la presa. Per dimostrare all’utenza truffata il fatto che non bisogna pagare alcunché alla Estesa Limited (poiché, già punita dalla legge, non può aver pretese sull’utenza a seguito delle sue azioni truffaldine), abbiamo seguito le tracce del servizio fino a giungere all’iscrizione ed alla sottoscrizione inconsapevole del loro abbonamento per il download. Il meccanismo si è dimostrato una truffa così come evidenziato dall’utenza che nel frattempo ci ha lasciato le sue testimonianze, ed ora siano noi stessi tra i “perseguitati”.

Abbiamo già pubblicato in passato una delle prime missive ricevute e continuiamo ora con questa nuova puntata. La mail seguente è stata ricevuta nelle ore scorse e rappresenta l’ennesima minaccia da parte di una azienda che ha già truffato migliaia di italiani ricavandone milioni di euro. Le iniziative dell’antitrust sono valse ad oggi ben poco ed a quanto pare i meccanismi per l’oscuramento del sito sono più complessi di quanto dimostrato in altri casi in cui i tempi sono stati ben più solleciti.

Mentre pubblichiamo tale mail a scopo informativo (così che ognuno possa rispecchiare le minacce ricevute in quelle che vengono inviate anche al nostro account), centinaia di altri utenti stanno per cadere nella medesima truffa. Si ricorda a tutti di NON PAGARE in nessun caso, di ignorare tali missive e di rivolgersi all’Antitrust ed alle associazioni dei consumatori per ogni ulteriore informazione.

Italia-Programmi.net – Ultimo avviso di pagamento prima dell’esazione da parte del tribunale

Gentile Signor ********** ***********,

purtroppo ad oggi non abbiamo ancora ricevuto il pagamento della nostra fattura del **/**/**** per l’utilizzo della nostra piattaforma di download www.italia-programmi.net (tutte le attivita di utilizzo da parte Sua sono state registrate e dimostrabili e inoltre documentabili per il tribunale).

Al momento della conclusione del contratto Lei ha utilizzato il seguente indirizzo IP: ***.***.***.*** / ***.***.***.*** (Orario di iscrizione: ****-**-** **:**:**)
(Attraverso questi dati puo essere dimostrata senza dubbio la conclusione del contratto).

Dato che la fattura non e ancora stata saldata nemmeno dopo i vari solleciti, saremo costretti a passare la pratica al recupero crediti, che a sua volta si occupera della fattura non ancora saldata e provvedera a rivendicare il credito per vie legali in tribunale.

Con la presente Le riserviamo l’ultima possibilita di provvedere al pagamento della fattura in modo extragiudiziale, se non usufruisce di questa possibilita, dovra prendere in considerazione ulteriori altre spese a Suo carico, come: avvocati, tribunale e recupero crediti non ancora pervenute:

Ammontare non ancora pervenuto: 96,00
Commissioni di sollecito: 14,50
—————————————
Ammontare totale: EUR 110,50

Indicare per favore la seguente causale: *******

Per poter effettuare il bonifico La preghiamo di utilizzare le seguenti coordinate: Beneficiario:

Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N
Causale: *******

Ulteriori chiarimenti per fatture e solleciti: Su questo sito internet ha accettato im modo esplicito le nostre condizioni di utilizzo. L’accesso sul suo sito www.italia-programmi.net e’un abbonamento a pagamento. Il pagamento dell’utilizzo del servizio deve essere versato 12 mesi in anticipo, come evidenziato dai nostri termini e condizioni generali.

Con il pagamento si accede al diritto di utilizzo del sito per 12 mesi. Onde evitare che una terza persona si registri con i vostri dati d’accesso, abbiamo messo in atto vari controlli di sicurezza, che saranno prova inconfutabile in caso di controversie.

Abbiamo inoltre inviato alvostro indirizzo E-mail i dati d’accesso con i quali si puo’beneficiare dei nostri servizi attivati da parte nostra con un email di conferma. Al momento della registrazione, avete fornito i seguenti dati:

Nome / Cognome: *********** **********
Via numcivico : ********* * cap
Citta’: ***** **********
Data di nascita: **/**/****
Telefono: ***********
E-Mail: **********@******.com

Per precauzione, al momento della registrazione, vi e’stato trasmesso e salvato L’indirizzo IP. Questo appare come: ***.***.***.*** / ***.***.***.***. In caso di indagini penali e’posssibile risalire dall’indirizzo IP per identificare il computer, per vedere il tempo di applicazioni che e’stato utilizzato, tramite le autorita’ competenti. Poiche’i dati di connessione devono essere conservati almeno 6 mesi in base al diritto attuale, l’indagine penale e’promettente.

Cordiali saluti, Il Team di Italia-Programmi.net http://www.italia-programmi.net

 

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Italia, un'azienda su tre è in difficoltà

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Il ministero dell'Economia lancia l'allarme: crescono del 61% le società vicine al fallimento e del 52% quelle che stanno per chiudere.

 

Inevitabilmente, la crisi si riflette nelle dichiarazioni fiscali delle società: sono infatti in aumento le aziende che operano in perdita. E' il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia che lo comunica, precisando che nell'anno d'imposta 2009, che quindi riguardano le dichiarazioni 2010-2011, le società in rosso erano il 37% contro il 35% dell'anno precedente.

In aggiunta, la quota di società in utile cala di oltre due punti percentuali fino a scendere al 57,9%. Insomma: molti lavorano in perdita anche a causa della crisi economica che stiamo attraversando e che ha visto nel 2009 il suo apice, con la chiusura di numerose aziende di ogni dimensione.

In base alle dichiarazioni Ires e Irap del 2009 e presentate nel 2010/2011, l'anno in questione è stato caratterizzato da una profonda crisi economica, che ha determinato una forte riduzione del PIL reale, il -5,1%, e per l'Ires, l'imposta sul reddito delle società, la pesante recessione spiega il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società in situazione di fallimento, secondo il dipartimento delle finanze del ministero dell'economia. A crescere, in Europa sono soprattutto le PMI.

Nel periodo 2002-2010 le piccole e medie imprese hanno contribuito per l'85% alla creazione netta di posti di lavoro nell'Unione europea. Un dato emerso da uno studio sul contributo di queste aziende alla creazione di occupazione. Nelle PMI il tasso annuo di crescita dell'occupazione è stato dell'1%, mentre nelle grandi imprese è stato solo dello 0,5%, dove ne fa eccezione il settore commerciale, in cui l'occupazione è aumentata nelle PMI dello 0,7% l'anno contro il 2,2% delle grandi imprese, in seguito del forte sviluppo delle grandi imprese commerciali, soprattutto nel settore automotive.

 

 

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