Overblog Segui questo blog
Edit page Administration Create my blog

Massimo Fini (il Ribelle dalla A alla Z)

Pubblicato da ustorio

Il lavoro Diventa Valore Un solo con la Rivoluzione industriale. Sia per i liberali Che per i marxisti. Per Marx é «l'Assenza del Valore», per i Liberali E esattamente Quel Fattore Che, combinandosi col Capitale, Da il Famoso «plusvalore» .

In precedenza il lavoro non era un Valore. C'è addirittura chi, Venuto Robert Kurz, dubita Che Nelle Società preindustriali esistesse il Concetto Stesso, e astratto, di lavoro vieni noi modernamente lo intendiamo, ma Piuttosto Quello di mestiere Che E cosa Diversa. Ad ogni modo in epoca feudale e medievale e nobile chi non lavora è l'artigiano e il contadino lavorano solista per Quanto Gli basta, il resto è vita. Non Che il contadino e l'artigiano medievali non amino il Loro mestiere - Certamente lo Amano Di Più, Perché maggiormente Personale e creativo, dell'odierno operaio industriale o dell'impiegato o dell'operatore del terziario - ma non Sono disposti a sacrificargli Più di tanto, Perché per Quella gente il vero Valore e Il tempo che Benjamin Franklin definisce « il tessuto della vita ».

Con la Rivoluzione industriale cambia Anche il modo di concepire, di Pensare e di sentire il lavoratore. Il signore, il maestro artigiano, il padrone della bottega non conside i propri Dipendenti Una merce Che Si Può vendere e Comprare né Essi si sentono Tali. I rapporti intrecciati Sono Talmente, Complessi, Personali Che Il Valore economico delle reciproche PRESTAZIONI ne inglobato Rimane. Il feudatario PUÒ addirittura considerare il servo casato Una SUA Proprietà, MA sempre Come una persona non venire cosa, Oggetto, merce. L'Attività del Dipendente E Nella INCORPORATA SUA persona e non ne PUÒ Essere scissa.

Oggi invece il lavoratore e Una merce Venire Un'altra, tanto Che ESISTE ha un «Mercato del lavoro» Cosi Vieni C'è un «Mercato delle vacche» o dei latticini o dell'Abbigliamento o dei «prodotti e derivati» o di Qualsiasi altra cosa.

Mi ha sempre Fatto sorridere Che il Primo Maggio noi si celebri allegramente la Festa della nostra schiavitù.