Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

via i mercanti dal tempio

Pubblicato su da ronin

Già la parola in sè fa ribrezzo. E infatti, nella storia, i commercianti sono sempre stati giudicati malissimo. Noi invece li idolatriamo.........

 

Non si sente parlare d'altro che di mercato. Anzi di libero mercato: le leggi di mercato, le esigenze del mercato, lo vuole il mercato, non sta sul mercato, è leader del mercato, non ha mercato, è fuoti mercato, hanno occupato il mercato, sono stati puniti dal mercato.

"Mercato". Già la parola in sè fa schifo. Significa la compravendita di oggetti a fini di profitto, una cosa che avrebbe fatto inorridire i nostri lontani antenati i quali percepivano lo scambio solo nella forma del "dono" e del "controdono".

Ma anche quando, più o meno in contemporanea con l'jnvenzione della moneta, cioè del denaro (VII secolo a.C.)

questa gentile abitudine scomparve, il mercato non godette mai di buona fama e quello del mercante fu sempre considerato il più vile e disonesto dei mestieri, indegno di un vero uomo.

I primi mercanti che operano nell'Ellade non sono greci, ma stranieri o meteci. In seguito i greci che si dedicano al commercio provengono dai ceti più poveri e diseredati e non si elevarono mai, nella considerazione sociale se non nelle ricchezze,  nemmeno al livello della classe media che secondo Aristotele era formata esclusivamente da proprietari terrieri.

Nell'Atene del V secolo a.C., che pur se era allora il più importante centro commerciale del mondo occidentale, si disprezza il mercante perché non agisce per dovere o per onore, ma per interesse e per denaro e quindi la sua quotazione sociale non  potrebbe essere più bassa.

In India era fatto assolutamente divieto ai brahmani di acquistare alcunchè con denaro, mentre era ammesso il baratto "puro", alla pari, senza guadagno.

In Giappone il samurai riteneva vergognoso toccare la moneta e se gli veniva donata lo considerava un grave affronto. Addirittura il samurai  non può nemmeno parlare e persino pensare in termini di denaro.

Anche nella società romana, che fu la più materialista del mondo antico e per molti versi, compresa la corruzione, la più vicina alla nostra, la classe merantile (i cavalieri) non raggiunse mai il livello sociale dell'aristocrazia.

Negli ultimi secoli dell'Impero i Padri della Chiesa hanno condannato senza appello l'attività dei commercianti, benchè allora ce ne fossero assai pochi, e secondo San Giovanni Crisostomo dovevano essere espulsi dalla casa di  Dio. Ma anche durante il basso Medioevo tutti i lacci  ed i lacciuoli che la Chiesa, attrverso le eleborazioni, di San Tommaso d'Aquino, cercò di mettere al commercio, ci dicono che l'attività dei mercanti, nonostante avesse ormai un grande rilievo economico, era vista con molto sospetto.

Lutero, e siamo già fuori dal Medioevo, va giù piatto, secondo lui "i commercianti rapinano tutti i giorni tutto il mondo"

Persino Adam Smith, il fondatore della teoria economica moderna, non ha grande opinione dei commercianti, almeno di quelli della sua epoca, di cui denuncia "la bassa rapacità" e le truffe a danno della collettività.

Il mercante si nobilita veramente solo dopo la Rivoluzione industriale, quando diventa "imprenditore", non solo e forse non tanto perché nel frattempo è cambiata, assieme al sistema economico, la mentalità, ma anche perché alcuni elementi della sua attività, come le dimensioni e l'organizzazione dell'azienda, la trsformazione dei prodotti, il suo ruolo di capitano d'industria e di uomini rendono meno percepibile che, nell'essenza, il suo resta pur sempre un miserabile comprare e vendere.

Già agli inizi dell'800 Sismondi, osservandi il movimento, si chiedeva  se gli uomini si fossero messi in società

"non per assicurarsi la felicità, ma per produrre bottoni di metallo e tessuti di cotone a prezzi più bassi"

Eppure proprio questo è successo. Un tempo il modo  era dei santi, dei navigatori, dei poeti, degli eroi, dei guerrieri, degli artisti e la gloria andava a Cesare, a Dante a Leonardo, a Shakespeare.

Oggi, al loro posto ci sono i mercanti. Quelli che Cristo aveva cacciato dal tempio a calci nel culo.

 

di Massimo Fini