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Matteo Renzi, 100 proposte, un PDF ed una presa in giro.

Pubblicato su da ustorio

Basta visualizzare le proprietà del file contenente le 100 proposte di Matteo Renzi per capire chi ne è l'autore: Giorgio Gori, ex-direttore di Canale 5.


L’evento della Leopolda dei giorni passati ha fatto discutere la politica italiana per il ruolo di Matteo Renzi, per l’opportunità della “rottamazione” e per gli scontri veri o presunti con il leader del PD Bersani. Ma c’è un retroscena che rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco, ed è una questione che nasce da un mero cavillo tecnologico.

Le proposte scaturite dal team di Renzi, infatti, sono state prodotte su un 
file PDF distribuito in seguito per rendere chiaro quale possa essere la struttura della proposta portata avanti. Ancora una volta, come molte volte è già successo in passato, basta però un pizzico di curiosità per scoprire cosa possa celarsi dietro un documento digitale. E così è stato anche questa volta nel momento in cui la redazione di Termometro Politico si è posto la domanda “chi ha redatto il documento?”.



Non è difficile trovare una risposta a questo tipo di domanda: è sufficiente aprire il file, visualizzarne le proprietà tramite apposita funzione da menu e la verità è svelata. L’autore risulta essere Giorgio Gori, nonché l’ex-direttore di Canale 5 e Italia 1. Il che, per un evento che voleva essere una piccola rivolta interna al Partito Democratico, si trasforma in un automatico ed evidente autogol.

 

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Non che la collaborazione con Gori sia nascosta: è lui stesso a pronunciarsi in favore di una nuova iniziativa politica, ed è lui stesso a far cadere pertanto il segreto. Ma il PDF ha detto qualcosa di più circa il ruolo di Gori nell’evento della Leopolda.

Se dunque in quella giornata sono stati in molti a parlare, c’è anche qualcuno che ha parlato poco pur dicendo molto: è la tecnologia, ancora una volta utile a far chiarezza ed a rendere più trasparenti le dinamiche proprie di chi vi ci si rapporta. La stessa tecnologia invocata con il coinvolgimento dell’utenza tramite Twitter, la stessa tecnologia sfruttata su Facebook per il passaparola dell’evento. Matteo Renzi, da parte sua, smonta il caso: «Immagino perché fosse suo il computer su cui hanno scritto il file con la sintesi della tre giorni». Ma son parole che ormai cadono nel vuoto: la frittata è fatta, il PDF è pubblico, l’autorete è in archivio.