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L'Universo Olografico di Rosalba Katiuscia Buongiorno

Pubblicato su da ustorio

 

"Non vi è nulla di più facile da controllare di una persona infelice che vive nella paura. Non vi è nulla di più incontrollabile di una persona felice che vive nell'Entusiasmo."

Grazie al noto fisico David Bohm (1917-1992) che ha integrato alle teorie di Einstein anche le piu' rivoluzionarie teorie quantistiche di Heisenberg, Dirac, Bohr, è nata la sua teoria dell'Universo Olografico, la quale esprime il concetto di Universo come del resto lo Yoga sostiene da millenni: la realtà della materia segue di pari passo quella della coscienza.

Secondo Bohm "Vivere significa diventare una persona con un suo Ego e un suo Microuniverso",ciò significa fare in modo che all'interno di quel piccolo microuniverso che è la nostra Vita quotidiana, possa nascere una consapevolezza che, tramite il nostro essere qui ed ora, aiuti la materia "divina" (non manifesta) che alberga nell'oceano di frequenze vibrazionali infinite, a diventare cosciente di sè stessa. 

Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà un Ologramma gigantesco (gigantesco a misura nostra) e splendidamente dettagliato.

Sono gli elettroni che, con i loro balzi quantici, conferiscono massa e volume al nucleo dell'atomo dandoci la "percezione" della solidità dei corpi di materia. Il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto, indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è in verità un'Illusione.

Ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso organismo fondamentale".

Fred Alan Wolf conferma: "In un Universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali, poiché concetti come la località vengono infranti in un Universo dove nulla è veramente separato dal resto".

NOI in conclusione riflettiamo il Nostro Ologramma, che è la Nostra realtà, quella che noi viviamo ogni giorno.

Karl Pribram, neurofisiologo dell’Università di Stanford, ha avvalorato ancora di più la natura olografica della realtà, grazie a numerosi studi condotti su ratti, a cui veniva asportata una parte di cervello. Nonostante diverse e successive asportazioni infatti, i ratti continuavano a conservare i ricordi, dei quali dunque, in seguito all’esito degli esperimenti, non si può più ammettere un’esistenza localizzata. La stessa capacità umana di attingere all’istante, ad un qualsiasi ricordo, tra miliardi e miliardi di informazioni contenute nel nostro cervello, non fa che avvalorare la non-localizzazione dei ricordi, e quindi la non “catalogabilità” del tempo.

Queste importanti rivelazioni, di parte del mondo scientifico contemporaneo, che per chi ha familiarità con l’energia e le sue incredibili manifestazioni, non sono che l’ennesima conferma di saggezze antiche, possono dunque dirigere il mondo intero verso una convivenza migliore. Se tutto è connesso infatti, è assolutamente controproducente da parte di un essere,ad esempio, provocare il dolore o addirittura la morte di un altro essere. Ad un livello profondo di realtà infatti, Bohm direbbe “implicito”, è come far male a se stessi.

Gli indiani parlavano di karma, ma ne parlavano già 3.500 anni fa.
Dobbiamo aspettare ancora ?

RKB

 

 

 

 

 

Rosalba Katiuscia Buongiorno February 6, 2011 at 1:35am