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Velocità della luce, costante infrangibile

Pubblicato su da ustorio

Ricercatori asiatici sostengono di aver misurato la velocità ultima di una singola particella di luce, confutando una volta e per sempre l'idea di viaggiare oltre la velocità limite. Einstein aveva ragione, dicono.

 

I viaggi nel tempo popolarizzati dalla fantascienza di ogni tempo e paese? Pura e semplice fantasticazione, dicono il professore Du Shengwang e il suo team della Hong Kong University of Science and Technology: i fotoni rispondo alla legge fondamentale della velocità massima della luce, dicono i ricercatori, e l'ipotesi per cui possa esserci qualcosa di più veloce è semplicemente sbagliata.

Il dottor Shengwang e colleghi hanno misurato con precisione la velocità di un singolo fotone, mettendo la parola fine - a loro dire - al dibattito sulla possibilità di un viaggio temporale e l'esistenza di particelle in grado di viaggiare più veloce della luce.

"Einstein sosteneva che la velocità della luce era il codice della strada dell'universo", dicono i ricercatori, e le precise misurazioni fatte nel loro studio riaffermano la validità degli enunciati esposti dallo scienziato tedesco nella sua teoria della relatività speciale.

Se la fantascienza ha ancora la possibilità di fantasticare sui viaggi temporali tramite wormhole e fenomeni gravitazionali estremi ipotizzati dalla teoria della relatività generale, dunque, i ricercatori asiatici sono convinti di aver confermato l'impossibilità dei fenomeni superluminali: la scoperta della propagazione di fotoni a velocità superiori a quella della luce - risalente a 10 anni or sono - era solo un fenomeno ottico e nient'altro.

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…e l’Italia va in vacanza

Pubblicato su da ustorio

Aumenti del carburante in vista dell'esodo. Vacanze, le mete degli italiani secondo Federalberghi: il 55% va in vacanza, soggiorni più brevi.

 

L'esodo estivo inizia all'insegna del caro carburante. La benzina tocca un nuovo record storico, superando quota 1,64 euro al litro nei distributori Ip. La compagnia aumenta di un centesimo anche ilgasolio, che si porta quindi a 1,523 euro al litro. La rilevazione è di Staffetta Quotidiana, mentreQuotidiano Energia fissa il prezzo di Ip leggermente al di sotto, a 1,636 euro al litro.

Sempre secondo QE i prezzi medi a livello nazionale vanno da 1,624 euro al litro di Eni all'1,636 di Ip, con le no-logo a 1,547 euro. Il diesel va da 1,505 euro al litro di Eni ed Esso a 1,511 di Ip (no-logo, 1,413). Infine il Gpl costa da un minimo di 0,718 euro al litro (Eni) a un massimo di 0,735 di IP e Shell (no logo a 0,715). Tutto questo mentre gli italiani si preparano alle partenze per le vacanze.

In un anno che, ancora contrassegnato dalla crisi economica, vede meno partenze dell'anno scorso e soggiorni mediamente più corti. La stima è diFederalberghi, secondo cui fra giugno e settembre si muoveranno il 55% degli italiani, circa 33 milioni di persone, dopo il 55,2% dell'estate scorsa. La durata media della vacanza sarà di 11 notti, dopo le 12 del 2010. Gli indecisi sono il 3,1%.

 La notizia positiva è però che scende anche il numero di coloro che non faranno le vacanze, al 41,9% dal 42,4%, ed è la prima volta che succede da parecchi anni, spiega il presidente Bernabò Bocca, il quale ritiene che «considerando la congiuntura economica» si tratta di numeri positivi, che fotografano una «tenuta assoluta del settore».

La crisi comunque pesa, visto che fra coloro che non faranno le vacanze il 42,8% ha fatto questa scelta per motivi economici.

Quanto alle destinazioni, il 78% sceglie l'Italia (con una crescita rispetto al 70% dell'anno scorso) mentre il 21% andrà all'estero. Come da tradizione in estate la maggioranza va al mare, in pratica 7 italiani su 10 (il 70,4%, in flessione però dal 74,6% del 2010). Seguono la montagna, con il 15,7%, e le città d'arte, 3,6% (in aumento dall'1,6% dell'anno scorso). Stabili i laghi, 1,6%, mentre cresce il successo dei soggiorni benessere, al 3,1% dall'1,4% precedente.

La meta preferita? La Sicilia, con il 13% di domanda nazionale, seguita da Sardegna, 10,2%, Calabria, 9,7%, Puglia, 9,5%, Veneto, 7,2%, Emilia Romagna, 6,6%, Toscana, 5,9%, Liguria e Campania, 5,1%.

All'estero invece vincono le capitali europee, scelte dal 51,9% di chi oltrepassa il confine, in netto aumento dal 44,6% del 2010. Viceversa, flessione notevole per mari tropicali e località esotiche, dal 22 al 13,4%, mentre restano stabili le capitali extraeuropee, 10%, le crociere, 6%, la montagna, 4%.

La spesa media sarà di 776 euro per chi resta in Italia, più bassa degli 853 del 2010 (-9%), e di 1052 euro per chi va all'estero, dai 1'65 precedenti. Il 32,8% andrà in albergo, il 13,6% a casa di parenti o amici, l'11,5% prende un appartamento in affitto, il 10,4% trascorre le ferie in una casa di proprietà

 

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Teorie innatiste, comportamentiste e relativiste

Pubblicato su da ustorio

Per le teorie innatiste, leader si nasce. Per le teorie comportamentiste, invece, lo stile di leadership è influenzato dal comportamento del gruppo che il capo è chiamato a dirigere. Infine, per le teorie relativiste non esiste uno stile di leadership valido in ogni situazione, ma esso vada scelto in base a fattori ambientali

Tantissime sono le teorie che si sono sviluppate sul tema degli stili di leadership.

Tali teorie sono riconducibili a tre filoni differenti:

  • le teorie innatiste;
  • le teorie comportamentiste;
  • le teorie relativiste.

Le teorie innatiste si fondano sull'idea che essere leader dipende da qualità innate del soggetto che lo rendono capace di guidare un gruppo e di ottenere la sua fedeltà. Il leader, dunque, ha una serie di caratteristiche personali che lo rendono tale. Egli è dotato di intelligenza, di determinazione, di spirito di iniziativa, di capacità di assumersi le responsabilità, di gestire e di imparare dalle sconfitte ed è dotato di ottime capacità relazionali. Di conseguenza,il leader è colui che ha carisma, genio e intelligenza.

Le teorie comportamentiste osservano il leader sia in base ai suoi comportamenti che agli effetti che questi producono sul gruppo in termini di soddisfazione e di risultati conseguiti. Pertanto lo stile di leadership più adeguato dipende dal comportamento del gruppo.

Tra i principali fautori di queste teorie ci sono White e Lippit che individuano tre stili di leadership: autoritario, democratico e permissivo, come pure troviamo la teoria della X e della Y di McGregor che ritiene che sia valida la leadership autoritaria in presenza di un individui passivi, pigri e poco responsabili, mentre è più opportuna la leadership democratica nel caso di individui che non hanno una natura passiva e non presentano un atteggiamento ostile nei confronti della direzione aziendale.

Nelle teorie innatiste, come in quelle comportamentiste si pone l’accento soprattutto sui fattori personali: quelli del leader nelle prime, quelli del gruppo nelle seconde. Entrambi questi filoni, inoltre, si basano sul presupposto che esiste un solo stile di leadership valido in assoluto: ogni autore cerca di capire quale sia tale stile.

Le teorie relativiste si fondano sull’idea che non esiste uno stile di leadership unico e migliore degli altri sempre e in ogni situazione. Esistono, invece, stili più adatti in determinati contesti o situazioni e meno adatti in altri. I fattori che possono far optare per uno stile di leadership piuttosto che per un altro sono vari, come ad esempio le peculiarità dei collaboratori, il contesto ambientale, la cultura dell’organizzazione, la natura dei compiti. Occorre, quindi, scegliere, di volta in volta, lo stile di leadership più adatto al contesto aziendale.

Nelle teorie relativiste, quindi, sono considerati fondamentali i fattori ambientali. Rientrano tra queste teorie, ad esempio, quella del continuum e le teorie delle fasi.

 

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